lunedì 4 marzo 2019

Top 5: Marzo 2019

5 - Fratelli nemici - David Oelhoffen (voto 7)
Un polar perfettamente contestualizzato nella ribollente Francia di oggi, dove le differenze sociali e razziali si confondono e si ribaltano. La contrapposizione tra il muscolare Matthias Schoenaerts e il riflessivo e nervoso Reda Kateb contribuisce a rendere il film ben più di un abile esercizio di genere. La tensione è notevole, l'ambientazione è sufficientemente sporca e ruvida per un'opera di intrattenimento capace di gettare uno sguardo contemporaneo sulle malavite del nostro presente.

4 - La conseguenza - James Kent (voto 7)
Un melodramma storico formalmente elegantissimo, che poggia gran parte della sua potenza drammatica sulla prova di una straordinaria Keira Knightley, alle prese con un personaggio scritto su misura per il suo fascino algido e penetrante, per la sua emotività trattenuta destinata a esplodere, in equilibrio precario tra la tentazione del tradimento e il timore del senso di colpa. Un solido prodotto di artigiani: scenografie, costumi, musiche e fotografia in sintonia perfetta al servizio del cinema.

3 - Gloria Bell - Sebastian Lelio (voto 8)
Lelio riesce nell'impresa di abbellire l'originale Gloria, adattando questo remake all'ambientazione losangelina e cucendolo magnificamente al servizio delle sfumature tragicomiche di un'eccezionale Julianne Moore, matura e sexy, clubber spregiudicata e scatenata, mamma affettuosa ma anche amante passionale e piena d'orgoglio. Molte soluzioni registiche sono il frutto dell'esperienza accumulata dal regista cileno, tecnicamente sempre più agile, creativo e almodovariano.

2 - Ricordi? - Valerio Mieli (voto 9)
Nove anni dopo il bellissimo Dieci inverni, Mieli si fa perdonare la lunga attesa con un'opera seconda visionaria, densa di allegorie e significati, ambiziosa e vertiginosa, che sorprende ed entusiasma per alcune prodigiose soluzioni registiche e per le prove di un malinconico Luca Marinelli e di una luminosa e folgorante Linda Caridi. E compie il piccolo grande miracolo di riuscire a tradurre in immagini le irrazionali alchimie che alimentano un legame sentimentale e gli interrogativi e le briciole che restano dopo averlo vissuto.

1 - La casa di Jack - Lars von Trier (voto 10)
La summa poetica del fare cinema di Lars. Etichettato come provocatore, von Trier realizza il film definitivo sul dolente conflitto interiore tra autocontrollo e pulsione. Un'operazione di chirurgia all'interno delle inquietudini dell'animo umano, capace di sviscerare ciò che nella vita di tutti i giorni è inaccettabile e scandaloso e di estirparlo abbattendo imposizioni etiche e pose compiacenti. Un raggelante Dante/Matt Dillon si fa guidare da Verge/Bruno Ganz verso la dannazione eterna, in una mezz'ora finale di pura allegoria e rutilante meraviglia visiva. Un nuovo inno all'umanesimo e un altro manifesto della libertà d'espressione di un cineasta finissimo, trasparente, fondamentale.



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