mercoledì 25 marzo 2026

Obbligatori: Marzo 2026

Nouvelle Vague - Richard Linklater
Richard Linklater firma un altro incanto cinematografico: un film che è prima di tutto una dichiarazione d’amore al cinema, alla sua libertà, alla sua capacità di trasformare la vita in jump-cut. Perché è l’unico antidoto alle brutture dell’esistenza e agli orrori del quotidiano. È lo spazio in cui la vita può tornare a essere un sogno, sregolato e sgrammaticato, purché si abbia il coraggio di inseguire fino in fondo le proprie idee. E anche grazie a quelle persone che scegliamo di avere accanto, magari solo per una stagione delle nostre vite, ma capaci di rendere quel frammento di tempo, quella parentesi, qualcosa di eterno. Scelte di cast trionfali, dal Godard ironico e testardo di Guillaume Marbeck all'incantevole diva Jean Seberg di Zoey Deutch.

La mattina scrivo - Valérie Donzelli
Una riflessione sul mondo del lavoro limpida e disarmante, capace di trasformare una traiettoria individuale in ritratto generazionale. Paul, scrittore per vocazione e lavoratore precario per necessità, incarna una borghesia culturale sospesa: troppo consapevole per rinunciare alle proprie ambizioni, troppo fragile per sostenerle davvero. Donzelli sceglie una messa in scena che rinuncia all’ambiguità per inseguire la forza esemplare del racconto. Ne nasce un’opera verbosa ma coerente, che trova nel volto e nella misura di Bastien Bouillon il suo centro emotivo. Tra lavoretti, solitudine e ostinazione creativa, il film osserva senza cinismo né indulgenza una precarietà diventata condizione esistenziale.

Gli occhi degli altri - Andrea De Sica
Un'operazione coraggiosa nel panorama italiano, un melodramma erotico che rifiuta ogni compiacimento per farsi studio del desiderio e della sua deriva. Ambientato in una villa-isola sospesa, il racconto richiama apertamente il cinema di Antonioni: inquadrature decentrate, silenzi carichi, corpi smarriti nello spazio. Jasmine Trinca domina la scena, con una prova seducente e carnale, sottilissima e lacerante, capace di trasformare il piacere in inquietudine e prigionia. Il film lavora per sottrazione: ritmo rarefatto, psicologie opache, erotismo mai esibito ma profondamente perturbante. Ne emerge un’opera anticonvenzionale, che interroga il potere dello sguardo e il desiderio come forma di controllo.