venerdì 26 marzo 2021

Top 5: Marzo 2021

5 - The Rental - Dave Franco (voto 7)
Un horror casalingo dallo spirito indie e con un sottile sottotesto sociale, sulla scia dei recenti The Strangers e Noi: due coppie affittano una villa sull'oceano per il weekend ma il proprietario razzista li osserva e spia la loro intimità. Alla fine non si salverà nessuno, neppure la ragazza di origini mediorientali che dovrebbe rappresentare la quota femminista del politicamente corretto ma è propensa come tutti gli uomini al tradimento. Ci si diverte per poco meno di un'ora e mezza, senza vergognarsene. Disponibile su Amazon Prime Video

4 - The Climb - La salita - Michael Angelo Corvino (voto 7)
Bromantic comedy più drammatica di un film medio di Judd Apatow e con un'autorialità registica decisamente più ambiziosa, a partire dalla divisione in capitoli e dalla costruzione dei pianosequenza. Storia di un triangolo amoroso, dove il protagonista non riesce mai a voler male al suo migliore amico, nonostante lo tradisca più volte con la sua compagna. La scrittura è brillante e autentica, il sentimento maschile di fratellanza viene espresso in maniera esemplare. Disponibile su Sky On Demand

3 - Ti meriti un amore - Hafsia Herzi (voto 7)
La musa di Abdellatif Kechiche, classe 1987, rimasta nella storia del cinema per la sua ipnotica e indimenticabile danza del ventre nel capolavoro Cous cous, debutta dietro la macchina da presa con la propria autobiografia sentimentale, guardando un po' a Woody Allen per la costruzione dei personaggi e soprattutto al suo mentore e maestro per la capacità di penetrare negli scarti emotivi e di cogliere gli aspetti più profondi della quotidianità. E realizza un film delizioso. Disponibile su Amazon Prime Video

2 - Quasi Natale - Francesco Lagi (voto 8)
Tre fratelli si ritrovano nella vecchia casa della madre, ricoverata in ospedale, prima di Natale e ciascuno fa riemergere a modo suo ricordi belli e ferite ancora aperte. Si aggiunge anche la presunta compagna di uno dei tre, fondamentale per mantenere un precario equilibrio. Sotto si nasconde la consapevolezza del dolore imminente, ma lo sguardo del regista è delicato e poetico, evidenzia la forza degli affetti e rinnega il luogo comune dei parenti serpenti, pur nella difficoltà di convivere. Disponibile su Sky On Demand

1 - Zack Snyder's Justice League - Zack Snyder (voto 8)
Il film che i fan volevano e che non doveva realizzarsi adesso c'è, forse anche per merito del momento storico dove sono possibili quattro ore divise in sei capitoli, nell'era dell'home vision forzata. Piaccia o meno, Snyder ha stile e una sua idea di cinema, cupa, apocalittica, ipertrofica, senza nascondere la lettura cristologica e messianica di una saga forse sbagliata, esageratamente kitsch, ma con una potenza pessimistica che non si è mai permesso nessun blockbuster. E la ripetitività delle scene d'azione viene compensata da una caratterizzazione dei supereroi sorprendentemente umana ed empatica. Disponibile su Sky On Demand





mercoledì 17 febbraio 2021

Top 5: Febbraio 2021

5 - Est - Dittatura Last Minute - Antonio Pisu (voto 7)

Tre vitelloni romagnoli venticinquenni con l'intento di "andare a figa" nell'Est comunista fanno i conti con la realtà sociale dei fatti, con il dramma della povertà e della disperazione della Romania di Ceausescu. Un mese dopo crollerà il muro di Berlino, ma tutti rimarranno in attesa di un mondo migliore. In colonna sonora ci sono Battiato, ma anche Al Bano e Romina. Lodo Guenzi e i due amichetti cazzeggiano con malinconia come nei migliori film di Salvatores. La commedia è gradevole, tenera, simpatica. Disponibile su Sky Primafila

4 - Camille - Boris Lojkine (voto 7)

Ritratto umile e commosso di Camille Lepage, fotoreporter francese rimasta uccisa nella Repubblica Centrafricana nel 2014 durante la guerra civile in uno scontro tra fazioni opposte. Didattico ma non scontato nella riflessione sul coraggio di una scelta e sulla necessità di una professione in un contesto storico come quello contemporaneo, dove l'autenticità dell'immagine e la testimonianza diretta sono elementi sempre più attaccati e messi in crisi. Disponibile su Amazon Prime Video

3 - Adolescentes - Sébastien Lifshitz (voto 7)

Documentario immersivo e d'osservazione sulla quotidianità di due ragazze della provincia francese nate nel 2000, che crescono e si formano con i social nel sangue e si scontrano con l'attualità della Storia e con il trauma nazionale degli attentati terroristici del 2015 alla redazione di Charlie Hebdo e al Bataclan. Lo sguardo di Lifshitz è molto pudico ma non tralascia niente: relazioni, sesso, rapporti con le istituzioni scolastiche, demoni personali e famigliari. Un Boyhood realista e molto spoglio. Disponibile su Amazon Prime Video

2 - Just Kids - Christophe Blanc (voto 8)

Dramma emozionante, dinamico e senza piagnistei, su tre fratelli dai 10 ai 19 anni che elaborano il dolore della morte dei genitori, a breve distanza, costretti a riorganizzare i rispettivi mondi. Recitato in modo formidabile da Kacey Mottet Klein (il più grande) e Andrea Maggiulli (il piccolo), riesce a penetrare nelle sfumature dell'animo di chi affronta la perdita ma si trova, inconsapevolmente e per ragioni anagrafiche, desideroso di vita. La regia del francese Blanc si regge su equilibri emotivi precari, in Italia nessuno è capace di farlo. Disponibile su Amazon Prime Video

1 - Malcolm & Marie - Sam Levinson (voto 9)

Una coppia afroamericana fa emergere le tensioni represse dopo aver partecipato a una serata di gala. Inizia così un gioco al massacro, pretesto per riflettere su temi come femminismo e parità di diritti, ma anche sulle contraddizioni che accompagnano il processo creativo di un artista, influenzato dai propri rapporti personali. Messa in scena impeccabile, direzione degli attori favolosa, un'impostazione teatrale che si rende grande cinema grazie a una regia che sa evidenziare i sottotesti. E in più, un'intuizione folgorante sui generi possibili dell'era pandemica: il kammerspiel in casa, il catastrofico là fuori. Disponibile su Netflix









domenica 24 gennaio 2021

Top 5: Gennaio 2021

5 - Official Secrets - Segreto di stato - Gavin Hood (voto 7)
Storia vera di Katharine Gun, analista britannica che nel 2003 venne accusata di spionaggio per aver diffuso pubblicamente una email della National Security Agency, finalizzata a guadagnare voti per attaccare militarmente l'Iraq. Il ritorno del cinema d'impegno civile più classico, con citazione esplicita della Gola Profonda di Tutti gli uomini del Presidente. Niente di nuovo, ma utile per ribadire le menzogne e i giochi sporchi che coinvolgono le massime istituzioni. E per ricordare una guerra infame. Brava, come sempre, Keira Knightley. Disponibile su Sky On Demand

4 - Someone, Somewhere (Deux moi) - Cédric Klapisch (voto 7)
Un ragazzo e una ragazza, trentenni, dirimpettai, solitari, schiacciati da una vita professionale e sentimentale insoddisfacente, che li spinge verso la depressione. Ma è un film di Klapisch: il finale è ottimista, e Parigi è molto di più di un semplice sfondo. Cinema francese medio, profondo, delicato e intelligente, sensibile a tratteggiare le molteplici sfumature dell'animo umano. Tutto già visto? Probabilmente sì, ma è uno sguardo che rassicura e conforta, in un'epoca sempre più spersonalizzante. Disponibile su Sky On Demand

3 - La tigre bianca - Ramin Bahrani (voto 7)
Una bella sorpresa d'inizio anno, sorprendentemente cinica, adattamento di un bestseller dello scrittore indiano Aravind Adiga, dove l'autista di una ricca famiglia di New Delhi scala le gerarchie di classe, riuscendo a emanciparsi dalla sua condizione di servo grazie a un progetto astuto che degenera nelle forme del super-capitalismo più spietato. Un incontro ideale tra dramma sociale, thriller d'influenza hollywoodiana e racconto di un Paese controverso, diviso tra tradizione e aspirazione verso il successo e il mito del denaro. Disponibile su Netflix

2 - One Night in Miami - Regina King (voto 7)
Un campione del mondo dei pesi massimi, il più grande giocatore di football di sempre, un cantante crooner e il più discusso leader afroamericano del XX secolo. Un film nobile, ambientato nella notte del 25 febbraio 1964, prevalentemente in una stanza, dove queste quattro leggende si confrontarono sui diritti civili e sulla lotta e la leadership all’interno della comunità nera. Ciascuno di loro prenderà consapevolezza del proprio ruolo politico in un’America ancora invasa da razzismo e pregiudizi. Disponibile su Amazon Prime Video

1 - Pieces of a Woman - Kornél Mundruczò (voto 9)
Un dramma sull’elaborazione del lutto, costituito da un prologo di mezz’ora incentrato su un piano sequenza mozzafiato, un’autentica immersione nell’odissea di una donna che sta attraversando un parto complicato. I restanti cento minuti si soffermano invece sulla ridefinizione della personalità della protagonista, vittima dello sguardo e del giudizio delle persone che la circondano. Virtuosistico, profondo e anti-retorico, il risultato è un salutare pugno nello stomaco, una riflessione sul corpo e sull’identità femminile che non concede letture scontate. Magnifica Vanessa Kirby. Disponibile su Netflix




sabato 5 dicembre 2020

I Film del 2020 degli Amici e Lettori

Alvise Wollner
Favolacce
Tenet
Sto pensando di finirla qui

Andrea Berruti
Il processo ai Chicago 7
Il richiamo della foresta
Qua la zampa 2 - Un amico è per sempre

Antonio Morra
La vita nascosta
High Life
Monos - Un gioco da ragazzi

Arianna Vietina
Diamanti grezzi
Palm Springs
Favolacce

Astrid Ardenti
La vita nascosta
Sto pensando di finirla qui
Ema

Carlo Galbiati
La vita nascosta
Beastie Boys Story
La Gomera - L'isola dei fischi

Carlos Menezes
Ema
Roubaix, una luce
Da 5 Bloods

Claudio Balboni
Diamanti grezzi
Honeyland
Memorie di un assassino

Davide Giordano
Arkansas
Tyler Rake
L'uomo invisibile

Fabio Beninati
La ragazza d'autunno
Sorry We Missed You
Ema

Federico Schwartz
Mi chiamo Francesco Totti
Il re di Staten Island
Diamanti grezzi

Gabriele Zaffarano
Jojo Rabbit
Il buco
Tenet

Giovanni Dal Toso
Diamanti grezzi
Ultras
Sorry We Missed You

Ivan Casagrande Conti
La vita nascosta
Sorry We Missed You
Collective

Leonardo Strano
Undine
Tenet
Mank

Linda Pola
Favolacce
Il re di Staten Island
La famiglia Willoughby

Lorenzo Gramatica
Diamanti grezzi
The Hunt
1917

Luca Recordati
Ema
Richard Jewell
Il processo ai Chicago 7

Manuel Santangelo
The Forty-Year-Old Version
Volevo nascondermi
Un divano a Tunisi

Marco Dal Toso
Il meglio deve ancora venire
Alice e il sindaco
Sorry We Missed You

Marco Solé
Diamanti grezzi
Il re di Staten Island
The Lighthouse

Maria Laura Ramello
Time
Dick Johnson è morto
Mai raramente a volte sempre

Marzia Carrera
Honey Boy
Ema
Il processo ai Chicago 7

Massimiliano Gavinelli
The Lighthouse
Richard Jewell
Diamanti grezzi

Mattia De Gasperis
Jojo Rabbit
Diamanti grezzi
Bombshell - La voce dello scandalo

Melis Rossi
Figli
Georgetown
Lasciami andare

Natale Ciappina
Diamanti grezzi
Palm Springs
Boys State

Pietro Schiavello
Tenet
Palm Springs
Odio l'estate

Simone Carella
Favolacce
La ragazza d'autunno
Sorry We Missed You

Tommaso Santambrogio
Undine
La vita nascosta
I miserabili

9 Diamanti grezzi
5 Ema, Sorry We Missed You, La vita nascosta
4 Favolacce, Tenet
3 Palm Springs, Il processo ai Chicago 7, Il re di Staten Island
2 Jojo Rabbit, The Lighthouse, La ragazza d'autunno, Richard Jewell, Sto pensando di finirla qui, Undine
1 Il richiamo della foresta, Qua la zampa 2 - Un amico è per sempre, High Life, Monos - Un gioco da ragazzi, Beastie Boys Story, La Gomera - L'isola dei fischi, Roubaix, una luce, Da 5 Bloods, Honeyland, Memorie di un assassino, Arkansas, Tyler Rake, L'uomo invisibile, Mi chiamo Francesco Totti, Il buco, Ultras, Collective, Mank, La famiglia Willoughby, The Hunt, 1917, Il meglio deve ancora venire, Alice e il sindaco, Time, Dick Johnson è morto, Mai raramente a volte sempre, Honey Boy, The Forty-Year-Old Version, Volevo nascondermi, Un divano a Tunisi, Bombshell - La voce dello scandalo, Figli, Georgetown, Lasciami andare, Boys State, Odio l'estate, I miserabili

I FILM DELL'ANNO DEGLI AMICI E LETTORI
2011: Melancholia - Lars von Trier
2012: Moonrise Kingdom - Wes Anderson
2013: Django Unchained - Quentin Tarantino
2014: The Wolf of Wall Street - Martin Scorsese
2015: Youth - La giovinezza - Paolo Sorrentino
2016: Io, Daniel Blake - Ken Loach
2017: Manchester by the Sea - Kenneth Lonergan
2018: Dogman - Matteo Garrone
2019: Joker - Todd Phillips
2020: Diamanti grezzi - Benny e Josh Safdie








venerdì 4 dicembre 2020

Top 20: La Superclassifica del 2020

20 - Volevo nascondermi - Giorgio Diritti 
Un biopic libero, anti-televisivo, suggestivo e immaginifico del pittore e scultore naif Antonio Ligabue, interpretato da un Elio Germano irriconoscibile e di bravura straripante. Un'opera ritagliata soprattutto sui contorni eclettici e multiformi di una prova d'attore persino difficile da contenere. Ma Diritti è interessato anche al racconto di un universo rurale e contadino diviso tra genio e disperazione, al rapporto conflittuale tra arte e disgrazia, al filo rosso che lega follia e atto creativo. 

19 - Vulnerabili - Gilles Bourdos
Rapporti personali violenti, distruttivi, asfissianti. Tre storie contestualmente differenti, dove ciascuno porta con sé il proprio dolore di essere donna, moglie, genitore o figlio. Bourdos prende le difese dei soggetti più deboli e realizza un compendio impeccabile di insofferenze quotidiane, alcune capaci di trovare un rifugio o una via di fuga, altre invece destinate a una resa dei conti drammatica. Cinema che non eccede in toni e sensazionalismi, ma prezioso per conservare amore per il fattore umano.

18 - Giovani e felici - Jason Orley
Pete Davidson è la grande scoperta della commedia americana del 2020. Un 24enne che interpreta un cannaiolo perdigiorno e scansafatiche, ma che rappresenta l'amico più grande che ogni adolescente ha preso come modello ribelle e anticonformista almeno in un momento della sua crescita. E in questo spassoso racconto di formazione, in questa bromance senza lieto fine, l'incertezza per il futuro equivale al dolore di abbandonare l'immaturità che ha definito il proprio modo d'essere.

17 - Little Joe - Jessica Hausner
Ironica, sottilissima riflessione sulla realtà percepita e sulla paranoia, stilizzata e iperrealista, in cui un bellissimo fiore rosso incide sull'umore e sui comportamenti delle persone che coabitano il suo ambiente. Autosuggestione oppure potere del progresso bio-ingegneristico? Ambiguità, ribaltamento dei punti di vista e un'estetica raggelata: la Hausner dirige uno sci-fi intellettuale e psicanalitico, che costringe a una reazione istintiva, nell'epoca del timore del contagio e dell'infezione.

16 - Ultras - Francesco Lettieri
Il distacco graduale di un capotifoso dal branco in cui è cresciuto: Lettieri sottolinea la difficoltà di divorziare da un contesto in cui non esiste l'accesso a strade alternative. E, con uno stile estetizzante e un approccio documentaristico, fotografa una Napoli poco vista, avvolgente e tormentata, sfruttando la colonna sonora di Liberato. Realizzando una pellicola potente e cruda, capace di descrivere un fenomeno locale con un linguaggio universale.

15 - Tornare a vincere - Gavin O'Connor
Ben Affleck sempre più grosso, alcolizzato, nel ruolo di un ex giocatore di basket separato che accetta con poca convinzione il compito di allenare una squadra delle superiori. Ballad americana sul fallimento e sul riscatto, dall'incedere classico, che riesce a smussare ogni tentazione di retorica e a muoversi tra piccole storie di provincia al servizio di un protagonista mai così in parte, in grado di fare del suo corpo sfatto e deteriorato il tiro vincente.

14 - Jojo Rabbit - Taika Waititi
Senza replicare un'ennesima lezione di storia in maniera prevedibile e conservatrice, Waititi dirige una tragicommedia originale e stravagante, in equilibrio tra l'orrore del contesto e un gioioso cazzeggio che non appare fuori luogo, ma risulta una chiave di lettura per fuggire ai drammi dell'esistenza. E i primi venti minuti meritano i paragoni con la sana demenzialità di Mel Brooks e l'ironia stilizzata del miglior Wes Anderson. Didattico? Forse, senz'altro efficace.

13 - Dragged Across Concrete - S. Craig Zahler
Un buddy movie destrutturato, che si addentra nelle viscere di un impianto noir disperato e pessimista, dove una coppia di poliziotti sospesi e in difficoltà economica prova a contrastare una spietata banda di criminali, sottraendogli il bottino di una rapina in bianca. Ecco l'unico cinema di destra di oggi: Zahler ha uno stile anti-hollywoodiano, violento, secco e senza consolazioni, in cui l'unica alternativa al denaro è la dissoluzione.

12 - Assandira - Salvatore Mereu
Una Sardegna verace e sgradevole, persino respingente, dove Mereu rifugge la tentazione di abbellire luoghi che non hanno bisogno di essere magnificati. Un dramma famigliare che degenera nel noir autodistruttivo, e che non vuole farsi piacere: nel nostro cinema, è difficile trovare un altro autore così disinteressato alla bella immagine, falsa e televisiva. Senza compiacimenti e senza cedere alla retorica dell'anticonformismo. 

11 - Roubaix, una luce - Arnaud Desplechin
Un polar rigoroso e sentimentale, dove un commissario compassionevole, sensibile ma senza cedimenti professionali si trova a dover mettere alle strette una coppia di giovani amanti, povere e senza grandi prospettive. Le asperità del cinema di genere incontrano le molteplici sfumature di un autore attento ai dettagli psicologici e agli scarti emotivi. Sullo sfondo, la desolazione e le vite ai margini di una delle città più difficili della Francia. Uno sguardo raro, empatico, inevitabilmente pessimista.

10 - L'uomo invisibile - Leigh Whannell
Teso, avvincente, un horror-thriller che sembra provenire dagli anni Novanta ma perfettamente adattato allo spirito di un tempo rappresentato dall'incubo ossessivo dello stalking, retto dalla drammatica interpretazione di Elisabeth Moss. Whannell mette in scena una costruzione della tensione da manuale, riuscendo a trasmettere paura nel senso più tradizionale del termine. Un aggiornamento impeccabile che lavora con intelligenza su un archetipo che non smette mai di terrorizzare.

9 - Richard Jewell - Clint Eastwood
Un atto d'accusa nei confronti del sistema comunicativo e investigativo degli Stati Uniti d'America, un Paese non all'altezza dei propri valori costituzionali. Le analisi politiche del 90enne Eastwood si dimostrano ancora una volta la miglior autocritica possibile, prendendo le parti di un individuo fragile e onesto, devastato proprio da quei valori e da quelle istituzioni che lo hanno formato e che lo hanno illuso di vivere in un mondo giusto e imparziale.

8 - Sorry We Missed You - Ken Loach
Sempre più cupo e disperato, Loach riposiziona la politica del suo cinema, rinunciando alla commedia proletaria e abbracciando un'essenzialità e una pulizia di sguardo finalizzate alla disamina delle conseguenze della società in cui viviamo, priva di tutele e di regole. La precarietà spacciata come un'opportunità è una nuova forma di sfruttamento: le vittime sono gli affetti e i sentimenti. Lucido e dolente, il vecchio Ken è il vero autore necessario di oggi.

7 - La ragazza d'autunno - Kantemir Balagov
Un dramma storico che si concentra sulle macerie emotive del conflitto bellico: due protagoniste che reagiscono diversamente allo shock, e si trovano ancora sperdute, spaesate, incapaci di ripartire e di ricostruire una Leningrado sfasciata, quanto di più vicino a un purgatorio esistenziale. Balagov si candida a diventare il cineasta russo di riferimento per i prossimi decenni: simbolico, immaginifico, virtuosistico, ma anche psicologico ed emozionante.

6 - The Lighthouse - Robert Eggers
Un gioco al massacro irresistibile e autoironico, trascinato da una coppia di attori in stato di grazia (Willem Dafoe e Robert Pattinson): continui riferimenti alla mitologia marinara e alla letteratura più lisergica, e una rivisitazione originale di alcuni tra i più grandi momenti di cinema (da Shining a Gli uccelli). Ma la spina dorsale è un sentimento nichilista e di isolamento dal mondo connaturato allo sguardo di un cineasta che, dopo The Witch, sta rimodellando alcuni archetipi della narrativa più mistica e inquietante.

5 - Undine - Christian Petzold
Un melodramma surreale e folkloristico, che confronta la ciclicità dei sentimenti con la storia politica e urbanistica di Berlino, dove la ricostruzione dalle macerie parte sempre dall'architettura del passato. Petzold dirige una rivisitazione del conflitto tra i generi solenne e spiazzante, tra slanci ironici e un romanticismo smaccato, in cui l'alterità della figura femminile porta le sembianze di una ninfa senz'anima, che si rende terrena soltanto se innamorata di un essere mortale. Eccola, la vera forma dell'acqua, in versione colta, profonda, struggente.

4 - Il re di Staten Island - Judd Apatow
Maschi, tardo-adolescenti, profondamente buoni, potenzialmente eroi. Apatow realizza il film meno divertente e più politico e poetico della sua carriera: la scelta di non crescere è un atto di ribellione quotidiano, di non omologazione in un Occidente orfano di riferimenti e ideologie, e in un mondo che offre sempre meno possibilità. E allora non ci resta altro che guardare in alto, verso il cielo, laddove una volta c'erano simboli che oggi non ci sono più, per immaginare un posto in cui il nostro modo d'essere trova finalmente una conciliazione. 

3 - Diamanti grezzi - Benny e Josh Safdie
Il ritorno sontuoso di Adam Sandler all'ironia cinica e d'autore, con un personaggio disperato e vero, un perdente nato che cerca di dimostrare di conoscere le squallide regole di sopravvivenza, ma rimane vittima della cattiveria di un mondo crudele e disgraziato. L'America di oggi dei Safdie è figlia degli sconfitti di Scorsese e della stupidità dei Coen: una società ancora più marcia, fasulla e arrogante, disabituata a riconoscere il valore effettivo dei beni da cui è circondata, che confonde soddisfazione personale con possesso e ricchezza.

2 - Ema - Pablo Larrain
Trip femminista, caleidoscopico, incendiario del maestro Pablo, che firma una pellicola dallo spirito sovversivo e anarchico, ma utilizzando il linguaggio del videoclip e del messaggio pubblicitario. Il sesso come vendetta, il corpo e la danza come rivincita di classe: qualcosa di spiazzante e mai visto, che deve essere assorbito prima di essere amato. Ma è anche uno specchio della condizione sociale del Cile di oggi, della sua cultura, dei suoi colori e delle sue musiche, con lo sfondo di una Valparaìso che rimarrà sempre il porto felice di dissidenti, poeti e puttane. 

1 - La vita nascosta - Terrence Malick
Un Malick lirico, sorprendentemente narrativo e lineare, un'ode appassionata e commovente agli uomini retti, alla priorità dell'etica e alla purezza della condotta morale. Uno sguardo straordinario sulla magnificenza e sull'impassibilità del miracolo della Natura, che resiste e perdura nonostante gli orrori della Storia. Mai così vicino alle vette sublimi e spirituali de La sottile linea rossa e The New World, il vecchio Terrence rimette al centro delle immagini la poesia bucolica e la ricerca di un umanesimo nascosto, che restituisce valore al significato della parola amore.

MIGLIOR ATTORE: Pete Davidson (Giovani e felici, Il re di Staten Island)
MIGLIOR ATTRICE: Mariana Di Girolamo (Ema)

I FILM DELL'ANNO DE 'IL BELLO, IL BRUTTO E IL CATTIVO'
2011: Il cigno nero - Darren Aronofsky
2012: Un sapore di ruggine e ossa - Jacques Audiard
2013: The Master - Paul Thomas Anderson
2014: Boyhood - Richard Linklater
2015: La scomparsa di Eleanor Rigby: Lei/Lui - Ned Benson
2016: Frantz - Francois Ozon
2017: Personal Shopper - Olivier Assayas
2018: Mektoub, My Love - Canto Uno - Abdellatif Kechiche
2019: Joker - Todd Phillips
2020: La vita nascosta - Terrence Malick






martedì 17 novembre 2020

Top 5: Novembre 2020

5 - Palm Springs - Max Barbakow (voto 7)
Simpatica, a volte esilarante, derivazione della dinamica sentimentale vissuta in un loop temporale. La coppia di interpreti Samberg - Milioti è deliziosa, ma l'impianto narrativo poco originale non è sempre compensato da trovate davvero sorprendenti e da una riflessione che travalichi una visione d'intrattenimento e superficiale. Ci si accontenta senz'altro, soprattutto di questi tempi, ma con un Judd Apatow in cabina di regia sarebbe stato un piccolo capolavoro. Disponibile su Amazon Prime Video

4 - Mi chiamo Francesco Totti - Alex Infascelli (voto 7)
Sincero, autentico, a cuore aperto. Francesco Totti ripercorre tutta la sua straordinaria carriera, tra malinconia, innocenza e autoironia. I tifosi della Roma verseranno ogni lacrima possibile, tutti gli altri amanti del calcio si alzeranno comunque in piedi per applaudire un fuoriclasse nazionalpopolare, che ha trovato nella semplicità la chiave per farsi apprezzare al di là delle barriere. L'autobiografia di un campione genuino, una visione obbligatoria per chi ama gli autoritratti sportivi. Disponibile su Sky On Demand

3 - Giovani e felici - Jason Orley (voto 8)
Pete Davidson è la grande scoperta della commedia umana del 2020. Un 24enne che interpreta un cannaiolo perdigiorno e scansafatiche, ma che rappresenta l'amico più grande che ogni adolescente ha preso come modello ribelle e anticonformista almeno in un momento della sua crescita. E in questo spassoso racconto di formazione, in questa bromance distruttiva, l'incertezza per il futuro equivale al dolore di abbandonare l'immaturità che ha definito il proprio modo d'essere. Disponibile su Sky Primafila

2 - Roubaix, una luce - Arnaud Desplechin (voto 8)
Un polar rigoroso e sentimentale, dove un commissario compassionevole, sensibile ma senza cedimenti professionali si trova a dover mettere alle strette una coppia di giovani amanti, povere e senza grandi prospettive. Le asperità del cinema duro e di genere incontrano le molteplici sfumature di un autore attento ai dettagli psicologici e agli scarti emotivi. Sullo sfondo, la desolazione e le vite ai margini di una delle città più difficili della Francia. Uno sguardo raro, empatico ma inevitabilmente pessimista. Disponibile su #iorestoinsala

1 - L'uomo invisibile - Leigh Whannel (voto 8)
Teso, avvincente, un horror-thriller che sembra provenire dagli anni Novanta ma perfettamente adattato allo spirito di un tempo rappresentato dall'incubo ossessivo dello stalking, retto dalla drammatica, strepitosa interpretazione di Elisabeth Moss. Whannell mette in scena una costruzione della tensione da manuale, riuscendo a trasmettere paura nel senso più classico e tradizionale del termine. Un aggiornamento impeccabile che lavora con intelligenza su un archetipo che non smette mai di terrorizzare. Disponibile su Sky Primafila




giovedì 8 ottobre 2020

Top 5: Ottobre 2020

5 - Easy Living - La vita facile - Orso e Peter Miyakawa (voto 7)
Esordio stravagante, intelligente, autoironico e con messaggio umanitario incorporato, in cui un improbabile terzetto - formato da un adolescente, un maestro di tennis con aspirazioni da pittore e una spacciatrice di medicinali - aiuta un migrante clandestino ad attraversare la frontiera per fargli raggiungere la moglie incinta che lo aspetta a Parigi. Alcuni vezzi di regia fanno pensare a un Guadagnino che non si prende sul serio, inclusi piccoli omaggi sparsi al cinema di genere degli anni Settanta. Un bel tentativo di presentare una commedia italiana fuori dai canoni tradizionali, con attori bravi, giovani e in parte.

4 - Il giorno sbagliato - Derrick Borte (voto 7)
Un Russell Crowe enorme, in tutti i sensi, interpreta il maschio di oggi che fa paura, violento e rancoroso nei confronti del genere femminile, che dopo un litigio in macchina con una madre single fa di tutto per traumatizzarla e rovinarle l'esistenza, più che la giornata. Un vero e proprio B movie del 2020, con un ex divo ora obeso, tanto bravo e consapevole della sua stazza da riadattarsi e proporsi nel ruolo di assassino frustrato, tra una serie di efferatezze piuttosto divertenti e reminiscenze di Un giorno di ordinaria follia.

3 - Mignonnes - Maimouna Doucouré (voto 7)
Polemiche e reazioni social da parte di politici e moralisti conservatori hanno accompagnato il debutto di questa opera prima su Netflix. Ma le accuse di pedopornografia sono fuori luogo: si tratta invece di un delicato racconto di formazione sulla presa di consapevolezza di una preadolescente del potere seduttivo del corpo femminile. La regista racconta con genuinità e naturalezza una piccola donna che, insegnando alle amiche a twerkare, si emancipa dal mondo islamico repressivo in cui è cresciuta. 

2 - Il processo ai Chicago 7 - Aaron Sorkin (voto 7)
Alla fine di agosto del 1968 furono in più di 15 mila a manifestare a Chicago contro la guerra del Vietnam, durante la convention democratica per nominare il candidato alle presidenziali. E sette militanti subirono un ingiusto processo condotto da un giudice parziale che li condannò per cospirazione e istigazione alla rivolta. Sorkin ricostruisce gli eventi curando la brillantezza dei dialoghi e la confezione pulita e impeccabile, rivolgendosi alle imminenti elezioni politiche e puntando il dito contro l'ottusità di un potere giudiziario anti-liberal e conservatore. 

1 - Undine - Christian Petzold (voto 8)
Un melodramma surreale e folkloristico, che confronta la ciclicità dei sentimenti con la storia politica e  urbanistica di Berlino, dove la ricostruzione dalle macerie parte sempre dall'architettura del passato. Ma al di fuori di letture intellettuali, Petzold dirige una rivisitazione del conflitto tra i generi solenne e spiazzante, tra slanci ironici e un romanticismo smaccato, in cui l'alterità della figura femminile porta le sembianze di una ninfa senz'anima, che si rende terrena soltanto se innamorata di un essere mortale. Eccola, la vera forma dell'acqua, in versione colta, profonda, struggente.