10 - La mummia - Lee Cronin
Un horror sorprendente e disturbante, capace di rielaborare il mito della maledizione e della possessione in modo originale e inquietante. Non ci sono i classici esorcismi: il corpo non viene invaso dal demone, ma diventa un contenitore destinato a trattenerlo, trasformandosi in qualcosa di mostruoso e irriconoscibile. Sotto la superficie del blockbuster soprannaturale, Cronin costruisce anche una riflessione sul rapporto tra amore genitoriale, decomposizione e identità, interrogandosi fino a che punto sia possibile continuare a riconoscere chi amiamo quando il corpo e la mente iniziano a mutare. Un immaginario visivo potentissimo, fatto di sequenze di body horror realizzate con grande efficacia tecnica.
9 - La più piccola - Hafsia Herzi
Fatima, giovane francese di origine maghrebina e musulmana praticante, è alle prese con la scoperta del desiderio e della propria identità omosessuale. Herzi, ex musa di Abdellatif Kechiche, riprende dal suo cinema l’attenzione ai corpi, ai silenzi e alle pulsioni della carne, ma sposta il focus verso un percorso più intimo e identitario. Straordinaria Nadia Melliti, premiata a Cannes e ai César, che dona alla protagonista una rabbia trattenuta e un’inquietudine quasi respingente. Il film vive di tensioni continue: fede e libertà, periferia e emancipazione, amore e senso di colpa. Un cinema umano, nervoso e profondamente femminile, che rivendica il diritto di scegliere se stessi contro ogni dogma religioso o sociale.
8 - Obsession - Curry Barker
Un ragazzo esprime il desiderio che la donna di cui è innamorato lo ami sopra ogni cosa. Il desiderio si avvera, ma in una forma mostruosa. Il regista 26enne Curry Barker trasforma una premessa da commedia romantica in un trip orrorifico sulla manipolazione, sull’incapacità di accettare l’altro e sulla tentazione di sostituire una persona reale con la sua proiezione ideale. Più che sugli spaventi improvvisi, il film punta su un’atmosfera disturbante e su immagini che continuano a perseguitare lo spettatore. Straordinaria Inde Navarrette, prima oggetto del desiderio e poi incubo quotidiano, capace di alternare dolcezza e follia con un sorriso già iconico, destinato a diventare una nuova maschera del cinema horror.
7 - Gli occhi degli altri - Andrea De Sica
Un'operazione coraggiosa nel panorama italiano, un melodramma erotico che rifiuta ogni compiacimento per farsi studio del desiderio e della sua deriva. Ambientato in una villa-isola sospesa, il racconto richiama apertamente il cinema di Antonioni: inquadrature decentrate, silenzi carichi, corpi smarriti nello spazio. Jasmine Trinca domina la scena, con una prova seducente e carnale, sottilissima e lacerante, capace di trasformare il piacere in inquietudine e prigionia. Il film lavora per sottrazione: ritmo rarefatto, psicologie opache, erotismo mai esibito ma profondamente perturbante. Ne emerge un’opera anticonvenzionale, che interroga il potere dello sguardo e il desiderio come forma di controllo.
6 - La grazia - Paolo Sorrentino
Una riflessione sul dubbio. La domanda che ritorna ossessivamente (“Di chi sono i nostri giorni?”) attraversa il film come una ferita aperta: chi decide della vita quando la sofferenza cancella la dignità? Dove finisce il diritto e dove comincia la misericordia? Sorrentino non dà risposte, ma costruisce un Presidente della Repubblica che vive il potere come un fardello, non come un privilegio. Non c’è ironia, né smontaggio grottesco del potere: al contrario, ci sono rispetto e ammirazione per una politica che ha il coraggio di assumersi il peso del silenzio e del pensiero. E ha il merito di cercare un equilibrio raro: quello tra etica e potere, tra legge e umanità. Il film più sobrio ed elegante della filmografia "sorrentiniana".
5 - Amarga Navidad - Pedro Almodóvar
Il grande Pedro firma uno dei suoi film più autoriflessivi, un’opera che guarda alla crisi creativa, al tempo che passa e ai sentimenti che sfuggono al nostro controllo. Attraverso il doppio percorso di una regista pubblicitaria in difficoltà e di un cineasta che cerca di raccontarne la storia, il regista spagnolo intreccia metacinema e autofiction in un elegante gioco di specchi. Più che la trama, contano le emozioni: l’amore che si trasforma, l’amicizia, il dolore e la difficoltà di comprendere davvero chi ci è vicino. E poi le fughe, i ritorni a casa. Come nella scena in cui la giovane Amaia canta la struggente Las simples cosas: "Uno vuelve siempre a los viejos sitios donde amò la vida". Almodóvar allo stato puro: fragile, malinconico e profondamente umano.
4 - Disclosure Day - Steven Spielberg
Sotto la superficie della fantascienza, c'è un rimando evidente all’America di oggi: controlli, militarizzazione, squadre speciali, un clima di sospetto e paura che riflette le derive fascistoidi del presente. E poi c’è l’alieno. Che non è solo un alieno. Come spesso accade con Spielberg, diventa il simbolo del diverso, del perseguitato, di chi viene emarginato, calpestato e privato della propria dignità. Il potere cerca di nascondere la verità, mentre Spielberg rende omaggio a chi sente il dovere di raccontarla. E il finale è meraviglioso: un mondo sull’orlo di una nuova guerra globale che si arresta all’improvviso davanti alla rivelazione. Per un momento l’umanità smette di combattersi e rimane senza parole, costretta a confrontarsi con una verità più grande: non siamo soli.
3 - Il mago del Cremlino - Olivier Assayas
Una lezione di cinema politico che unisce sintesi narrativa e tensione morale. Il racconto della Russia post-sovietica prende corpo attraverso Vadim Baranov, spin doctor di finzione modellato sull'ombra di Vladislav Surkov: un protagonista magnetico, a cui Paul Dano regala ambiguità, cinismo e malinconia. Accanto a lui, un Jude Law glaciale nei panni di Vladimir Putin e un'ipnotica Alicia Vikander in versione femme fatale. Tra Cecenia, oligarchi e propaganda, Assayas riflette su colpa e complicità nella costruzione del potere, con ritmo serrato e dialoghi taglienti. Resta l'effetto straniante dell'inglese in lingua originale, ma l'affresco storico colpisce nel segno e parla al nostro presente.
2 - Nouvelle Vague - Richard Linklater
Linklater firma un altro incanto cinematografico: un film che è prima di tutto una dichiarazione d’amore al cinema, alla sua libertà, alla sua capacità di trasformare la vita in jump-cut. Perché è l’unico antidoto alle brutture dell’esistenza e agli orrori del quotidiano. È lo spazio in cui la vita può tornare a essere un sogno, sregolato e sgrammaticato, purché si abbia il coraggio di inseguire fino in fondo le proprie idee. E anche grazie a quelle persone che scegliamo di avere accanto, magari solo per una stagione delle nostre vite, ma capaci di rendere quel frammento di tempo, quella parentesi, qualcosa di eterno. Scelte di cast trionfali, dal Godard ironico e testardo di Guillaume Marbeck all'incantevole diva Jean Seberg di Zoey Deutch.
1 - Sentimental Value - Joachim Trier
Un racconto doloroso e lucidissimo sui legami familiari, sull’incomunicabilità tra genitori e figli e su quel groviglio di colpa, amore e risentimento che chiamiamo memoria. Trier usa il cinema come strumento emotivo, una finzione necessaria per provare a rimettere assieme ciò che nella vita reale si è spezzato. Al centro, il confronto tra una figlia attrice che recita per fuggire da sé e un padre regista che crea per potersi avvicinare agli altri. Il cinema diventa terapia e condanna, rifugio e via di fuga. Straordinari Renate Reinsve e Stellan Skarsgard nel dare corpo a personaggi imperfetti, vulnerabili, profondamente umani. Un film autentico, mai ricattatorio, che trasforma il dolore in possibilità di riconnessione.
Il bello, il brutto e il cattivo
Il blog di cinema di Emiliano Dal Toso
domenica 14 giugno 2026
Top Ten: Classifica Primo Semestre 2026
martedì 28 aprile 2026
Obbligatori: Aprile 2026
La più piccola - Hafsia Herzi
Fatima, giovane francese di origine maghrebina e musulmana praticante, è alle prese con la scoperta del desiderio e della propria identità omosessuale. Herzi, ex musa di Abdellatif Kechiche, riprende dal suo cinema l’attenzione ai corpi, ai silenzi e alle pulsioni della carne, ma sposta il focus verso un percorso più intimo e identitario. Straordinaria Nadia Melliti, premiata a Cannes e ai César, che dona alla protagonista una rabbia trattenuta e un’inquietudine quasi respingente. Il film vive di tensioni continue: fede e libertà, periferia e emancipazione, amore e senso di colpa. Un cinema umano, nervoso e profondamente femminile, che rivendica il diritto di scegliere se stessi contro ogni dogma religioso o sociale.
La mummia - Lee Cronin
Un horror sorprendente e disturbante, capace di rielaborare il mito della maledizione e della possessione in modo originale e inquietante. Non ci sono i classici esorcismi: il corpo non viene invaso dal demone, ma diventa un contenitore destinato a trattenerlo, trasformandosi in qualcosa di mostruoso e irriconoscibile. Sotto la superficie del blockbuster soprannaturale, Cronin costruisce anche una riflessione sul rapporto tra amore genitoriale, decomposizione e identità, interrogandosi fino a che punto sia possibile continuare a riconoscere chi amiamo quando il corpo e la mente iniziano a mutare. Un immaginario visivo potentissimo, fatto di sequenze di body horror realizzate con grande efficacia tecnica.
Lo straniero - Francois Ozon
Adattare il romanzo più importante di Albert Camus era una sfida rischiosa, ma Ozon riesce nell’impresa trasformando il romanzo in un film elegante e ipnotico. Meursault, impiegato apatico nell’Algeri coloniale del 1938, viene trascinato verso un delitto assurdo e un processo che finirà per giudicare più la sua indifferenza che il suo crimine. Un bianco e nero abbacinante richiama il cinema francese degli anni Trenta e Quaranta, costruendo immagini di grande fascino visivo. Straordinario Benjamin Voisin, capace di incarnare il vuoto emotivo e il mistero del protagonista senza mai forzare il personaggio. Più che un adattamento letterario, una riflessione sul conformismo sociale e sui fantasmi del colonialismo francese.
mercoledì 25 marzo 2026
Obbligatori: Marzo 2026
Nouvelle Vague - Richard Linklater
Richard Linklater firma un altro incanto cinematografico: un film che è prima di tutto una dichiarazione d’amore al cinema, alla sua libertà, alla sua capacità di trasformare la vita in jump-cut. Perché è l’unico antidoto alle brutture dell’esistenza e agli orrori del quotidiano. È lo spazio in cui la vita può tornare a essere un sogno, sregolato e sgrammaticato, purché si abbia il coraggio di inseguire fino in fondo le proprie idee. E anche grazie a quelle persone che scegliamo di avere accanto, magari solo per una stagione delle nostre vite, ma capaci di rendere quel frammento di tempo, quella parentesi, qualcosa di eterno. Scelte di cast trionfali, dal Godard ironico e testardo di Guillaume Marbeck all'incantevole diva Jean Seberg di Zoey Deutch.
La mattina scrivo - Valérie Donzelli
Una riflessione sul mondo del lavoro limpida e disarmante, capace di trasformare una traiettoria individuale in ritratto generazionale. Paul, scrittore per vocazione e lavoratore precario per necessità, incarna una borghesia culturale sospesa: troppo consapevole per rinunciare alle proprie ambizioni, troppo fragile per sostenerle davvero. Donzelli sceglie una messa in scena che rinuncia all’ambiguità per inseguire la forza esemplare del racconto. Ne nasce un’opera verbosa ma coerente, che trova nel volto e nella misura di Bastien Bouillon il suo centro emotivo. Tra lavoretti, solitudine e ostinazione creativa, il film osserva senza cinismo né indulgenza una precarietà diventata condizione esistenziale.
Gli occhi degli altri - Andrea De Sica
Un'operazione coraggiosa nel panorama italiano, un melodramma erotico che rifiuta ogni compiacimento per farsi studio del desiderio e della sua deriva. Ambientato in una villa-isola sospesa, il racconto richiama apertamente il cinema di Antonioni: inquadrature decentrate, silenzi carichi, corpi smarriti nello spazio. Jasmine Trinca domina la scena, con una prova seducente e carnale, sottilissima e lacerante, capace di trasformare il piacere in inquietudine e prigionia. Il film lavora per sottrazione: ritmo rarefatto, psicologie opache, erotismo mai esibito ma profondamente perturbante. Ne emerge un’opera anticonvenzionale, che interroga il potere dello sguardo e il desiderio come forma di controllo.
martedì 24 febbraio 2026
Obbligatori: Febbraio 2026
Il mago del Cremlino - Olivier Assayas
Una lezione di cinema politico che unisce sintesi narrativa e tensione morale. Il racconto della Russia post-sovietica prende corpo attraverso Vadim Baranov, spin doctor di finzione modellato sull'ombra di Vladislav Surkov: un protagonista magnetico, a cui Paul Dano regala ambiguità, cinismo e malinconia. Accanto a lui, un Jude Law glaciale nei panni di Vladimir Putin e un'ipnotica Alicia Vikander in versione femme fatale. Tra Cecenia, oligarchi e propaganda, Assayas riflette su colpa e complicità nella costruzione del potere, con ritmo serrato e dialoghi taglienti. Resta l'effetto straniante dell'inglese in lingua originale, ma l'affresco storico colpisce nel segno e parla al nostro presente.
Il filo del ricatto - Gus Van Sant
Un uomo entra in un ufficio, imbraccia un fucile a canne mozze e lega al collo dell'ostaggio un filo pronto a sparare al minimo errore. Un'immagine grottesca e assurda ma reale: ed è così che Gus Van Sant torna a raccontare l'America delle crepe invisibili: il rancore sociale, la sfiducia nel sistema finanziario, il bisogno disperato del cittadino comune di essere ascoltato. Ambientato nel '77 ma specchio del presente, il film alterna tensione e ironia nera, mostrando come la rabbia possa trasformarsi in uno spettacolo mediatico. Un noir secco e beffardo che colpisce senza moralismi, che restituisce la lucidità e l'indipendenza di un cineasta eclettico, ma costantemente in direzione ostinata e contraria.
Send Help - Sam Raimi
Sam Raimi torna a fare quello per cui tutto lo conosciamo: un vorticoso ottovolante di sangue, jump scare e umorismo macabro che diverte e graffia. La storia di un'impiegata brillante, nerd, di estrazione sociale umile, femminista e sottovalutata, e del suo ricco e arrogante capo, naufraghi su un'isola deserta dopo un incidente aereo, diventa un'allegoria feroci sui rapporti di classe e di genere. Un mix di commedia, survival e horror diretto con mano esperta, e anche una satira grottesca sull'arrivismo che ribalta costantemente l'empatia verso i personaggi. Un cinema politico e beffardo, con un finale spietato e cinico. E poi c'è Rachel McAdams imbruttita, di cui non riusciamo a smettere di essere innamorati.
sabato 24 gennaio 2026
Obbligatori: Gennaio 2026
Sentimental Value - Joachim Trier
Un racconto doloroso e lucidissimo sui legami familiari, sull’incomunicabilità tra genitori e figli e su quel groviglio di colpa, amore e risentimento che chiamiamo memoria. Trier usa il cinema come strumento emotivo, una finzione necessaria per provare a rimettere assieme ciò che nella vita reale si è spezzato. Al centro, il confronto tra una figlia attrice che recita per fuggire da sé e un padre regista che crea per potersi avvicinare agli altri. Il cinema diventa terapia e condanna, rifugio e via di fuga. Straordinari Renate Reinsve e Stellan Skarsgard nel dare corpo a personaggi imperfetti, vulnerabili, profondamente umani. Un film autentico, mai ricattatorio, che trasforma il dolore in possibilità di riconnessione.
La grazia - Paolo Sorrentino
Una riflessione sul dubbio. La domanda che ritorna ossessivamente (“Di chi sono i nostri giorni?”) attraversa il film come una ferita aperta: chi decide della vita quando la sofferenza cancella la dignità? Dove finisce il diritto e dove comincia la misericordia? Sorrentino non dà risposte, ma costruisce un Presidente della Repubblica che vive il potere come un fardello, non come un privilegio. Non c’è ironia, né smontaggio grottesco del potere: al contrario, ci sono rispetto e ammirazione per una politica che ha il coraggio di assumersi il peso del silenzio e del pensiero. E ha il merito di cercare un equilibrio raro: quello tra etica e potere, tra legge e umanità. Il film più sobrio ed elegante della filmografia "sorrentiniana".
Una di famiglia - Paul Feig
Un thriller pop che gioca con gli stereotipi del genere, mescolando revenge movie, melodramma domestico, farsa nera e suspense patinata. Un meccanismo di alleanze e tradimenti tutto al femminile, dove i temi del doppio, dell’inganno e della vendetta si muovono tra ironia camp e cinismo. Feig dimostra grande controllo del ritmo e una consapevole conoscenza del thriller americano, trovando un bizzarro punto d'incontro tra Alfred Hitchcock e Adrian Lyne: un divertente ottovolante narrativo che intrattiene come un guilty pleasure, ma che spiazza e provoca le certezze dello spettatore. Irresistibili Amanda Seyfried e Sidney Sweeney: ambigue, instabili e seducenti.
mercoledì 14 gennaio 2026
Letture: Operazione mafia
Tra memoria e racconto, tra verità giudiziaria e costruzione narrativa, Operazione mafia (Newton Compton Editori) è un libro che sfugge alle definizioni tradizionali. In questa intervista, lo scrittore, storico e saggista Ivan Brentari racconta la genesi di un romanzo corale e “dal vivo”, nato dalle voci e dalle esperienze degli investigatori che furono in prima linea nella guerra a Cosa Nostra tra gli anni Ottanta e Novanta. Un viaggio dentro le indagini, le catture eccellenti e le zone ancora d’ombra di una stagione decisiva della storia italiana, osservata dagli occhi di chi quella battaglia l’ha combattuta davvero.
Che tipo di libro è Operazione mafia?
Dal mio punto di vista è un romanzo di nuovo tipo, che fonde romanzo storico, poliziesco, documenti e testimonianze. Gli autori – cioè gli investigatori del Servizio Centrale Operativo che parteciparono a quelle indagini antimafia quarant’anni fa – sono al tempo stesso narratori e personaggi. Ogni partecipante ha contribuito insieme a me alla stesura, tanto che è difficile dire chi abbia scritto cosa. Il risultato finale è un romanzo-verità, in cui finzione narrativa e ricostruzione storica si sovrappongono fino a diventare la stessa cosa. Così abbiamo raccontato quasi quindici anni di lotta alla mafia, visti con gli occhi dei protagonisti.
Di cosa tratta Operazione mafia?
Attraversiamo in presa diretta le principali indagini degli anni Ottanta e Novanta contro Cosa Nostra: inchieste seguite da magistrati come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto. All’interno della mafia, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, si scatenò una guerra per il monopolio del mercato dell’eroina. Da un lato i corleonesi di Totò Riina, dall’altro la vecchia mafia dei Bontate, degli Inzerillo e dei Badalamenti. Una guerra che produsse una lunga scia di morti ammazzati, enormi traffici di droga e che, col tempo, si trasformò in un vero e proprio attacco militare allo Stato, culminato nelle stragi del ’92-’93. I protagonisti del nostro romanzo furono tra i primi a scendere in campo contro questa offensiva.
Nel libro si parla anche di diversi arresti eccellenti.
Certo. Il Nucleo Centrale Anticrimine e il Servizio Centrale Operativo arrestarono decine di latitanti.
Qualche nome?
Penso al camorrista affiliato a Cosa Nostra Michele Zaza, a “Francolino” Spadaro, a Pietro Vernengo – imputato al maxiprocesso per 99 omicidi –, oppure a Giuseppe Lucchese, il più feroce killer di Riina. E ancora Giuseppe “Piddu” Madonia, numero due della mafia, fino a Nitto Santapaola, sanguinario boss di Catania. Durante questa continua caccia all’uomo seguiamo i poliziotti “con la telecamera in spalla”: li accompagniamo negli appostamenti, nelle verifiche catastali, nei momenti più critici delle irruzioni, armi in pugno.
Il cinema ha raccontato spesso la mafia in modo molto personale, a volte fin troppo fantasioso. C’è qualche film o autore che ha influenzato il tuo approccio?
Il cinema è quasi sempre schiacciato su una prospettiva individuale: il grande magistrato, il grande mafioso. Mafia e antimafia, invece, sono fenomeni collettivi. Le indagini contro la criminalità organizzata coinvolgono decine di investigatori e magistrati, non un solo eroe. Per questo abbiamo scelto un racconto corale: un romanzo con tredici protagonisti, cioè, paradossalmente, un romanzo senza un vero protagonista. Detto questo, American Gangster di Ridley Scott lo considero il miglior film mai realizzato sul narcotraffico e sulla criminalità organizzata, perché mostra in modo estremamente preciso il funzionamento del mercato della droga. Tra l’altro compare un personaggio che abbiamo inserito anche in Operazione mafia: Khun Sa, metà signore della droga birmano e metà rivoluzionario nazionalista Shan. Ne ho parlato anche sul mio canale YouTube, Todo Modo True Crime.
Tra quelle raccontate nel romanzo, c’è un’indagine che ti ha colpito più delle altre?
In realtà le indagini sono tutte collegate, è difficile isolarne una. Se devo scegliere, direi che alcune inchieste internazionali tra Thailandia, Santo Domingo e Stati Uniti sono particolarmente affascinanti.
Cosa resta oggi di quella stagione dell’antimafia?
Molto. Ci sono passaggi di quella storia che non sono ancora emersi del tutto e ho l’impressione che non tutti abbiano davvero la volontà di fare chiarezza. È una partita che si giocherà nei prossimi anni e non si può ancora dire come andrà a finire. Sono esistite – ed esistono – zone grigie in cui mafia, Stato, servizi deviati italiani, neofascisti e apparati americani hanno collaborato a fini eversivi.
Emiliano Dal Toso
mercoledì 17 dicembre 2025
I film del 2025 degli Amici e Lettori
Alessandro Amato
Noi e la grande ambizione
A House of Dynamite
Un semplice incidente
Alvise Wollner
Le città di pianura
Dreams
Un semplice incidente
Antonio Morra
Eddington
Le città di pianura
Pomeriggi di solitudine
Arianna Vietina
28 anni dopo
Una battaglia dopo l'altra
Le città di pianura
Carlos Menezes
Queer
Una battaglia dopo l'altra
Train Dreams
Cristiano Bolla
La voce di Hind Rajab
A House of Dynamite
I peccatori
Davide Giordano
Una battaglia dopo l'altra
I peccatori
Eddington
Davide Tagliapietra
Una battaglia dopo l'altra
I peccatori
A Different Man
Elvira Di Nallo
L'attachement
L'amore che non muore
Emilia Perez
Federico Schwartz
Springsteen - Liberami dal nulla
Presence
La voce di Hind Rajab
Giacomo Cozzaglio
La voce di Hind Rajab
Mission: Impossible - The Final Reckoning
Follemente
Giovanni Dal Toso
Una battaglia dopo l'altra
Alpha
28 anni dopo
Ivan Casagrande Conti
Una battaglia dopo l'altra
Le città di pianura
Un film fatto per Bene
Leonardo Strano
A House of Dynamite
Pomeriggi di solitudine
Presence
Luca Recordati
Emilia Perez
Una battaglia dopo l'altra
Io sono ancora qui
Manuel Santangelo
Una battaglia dopo l'altra
Un semplice incidente
Aragoste a Manhattan
Marco Dal Toso
Springsteen - Liberami dal nulla
La voce di Hind Rajab
Cinque secondi
Marco Solé
Weapons
A House of Dynamite
Una battaglia dopo l'altra
Maria Laura Ramello
Die My Love
La voce di Hind Rajab
Paternal Leave
Marzia Carrera
Io sono ancora qui
Aragoste a Manhattan
Una battaglia dopo l'altra
Massimiliano Gavinelli
Emilia Perez
L'amore che non muore
Una battaglia dopo l'altra
Mattia De Gasperis
The Smashing Machine
Pomeriggi di solitudine
Una battaglia dopo l'altra
Melis Rossi
Io sono ancora qui
Emilia Perez
Paternal Leave
Natale Ciappina
Chainsaw Man - Il film: La storia di Reze
Weapons
I peccatori
Nicola Sannazzaro
Una battaglia dopo l'altra
Emilia Perez
Bugonia
Riccardo Sciannimanico
Una battaglia dopo l'altra
Un film fatto per Bene
La voce di Hind Rajab
Roberto Ciliberto
Una battaglia dopo l'altra
Io sono ancora qui
Here
Simone Carella
Una battaglia dopo l'altra
Here
Fuori
Tommaso Frangini
Aragoste a Manhattan
Il seme del fico sacro
A Real Pain
Tommaso Santambrogio
Pomeriggi di solitudine
Generazione romantica
Giovani madri
Vittoria Agrati
Una battaglia dopo l'altra
Un semplice incidente
The Last Showgirl
17 Una battaglia dopo l'altra
6 La voce di Hind Rajab
5 Emilia Perez
4 A House of Dynamite, Le città di pianura, Io sono ancora qui, I peccatori, Pomeriggi di solitudine, Un semplice incidente
3 Aragoste a Manhattan
2 28 anni dopo, L'amore che non muore, Eddington, Un film fatto per Bene, Here, Paternal Leave, Presence, Springsteen - Liberami dal nulla, Weapons
1 A Different Man, A Real Pain, Alpha, Bugonia, Chainsaw Man - Il film: La storia di Reze, Cinque secondi, Die My Love, Dreams, Follemente, Fuori, Generazione romantica, Giovani madri, Il seme del fico sacro, L'attachement, Mission: Impossible - The Final Reckoning, Noi e la grande ambizione, Queer, The Last Showgirl, The Smashing Machine, Train Dreams






