venerdì 20 gennaio 2023

Top 5: Gennaio 2023

5 - Hometown - La strada dei ricordi - Mateusz Kudla, Anna Kokoszka-Romer (voto 8)
Words were passed in a shotgun blast, troubled times had come, to my hometown. Come in una ballad spoglia e lacerante di Bruce Springsteen, due ragazzi ebrei dai capelli grigi attraversano le strade della loro "città natale" e i luoghi dell'anima dell'infanzia, tra battute e foto di famiglia, ricordando episodi del ghetto di Cracovia teneri e divertenti, interrotti dalla brutalità delle deportazioni e dall'orrore della Storia. Quei due ragazzi si chiamano Roman Polanski, regista, e Ryszard Horowitz, fotografo. 

4 - Grazie ragazzi - Riccardo Milani (voto 8)
Il primo bel film italiano dell'anno, e forse il miglior ruolo di sempre di Antonio Albanese. Una commedia garbata e commovente sul fare teatro e sul potere della recitazione, in cui un gruppo di detenuti si fa coinvolgere dal desiderio di un attore senza successo di mettere in scena Aspettando Godot di Samuel Beckett. I ricatti emotivi sono pochi, e finalmente una nostra pellicola contiene gli stessi ingredienti del cinema francese popolare: le risate vanno di pari passo con il fattore umano.

3 - Godland - Nella terra di Dio - Hylnur Palmason (voto 8)
Ambizioso e poderoso film di ricerca antropologica e indagine geografica. Sul finire dell'Ottocento un prete danese ha il compito di esplorare l'Islanda per documentare l'ambiente ostile e per costruire una chiesa, inserendosi nella vita comunitaria dei villaggi. Ma quello che nella prima parte sembra un survival movie sofisticato sulle insidie della Natura evolve in una riflessione spigolosa e selvaggia sul colonialismo e sulle asperità tra diversi esseri umani, offrendo un finale western degno dei maestri.

2 - Un vizio di famiglia - Sébastien Marnier (voto 9)
Sgradevole, spiazzante, sorprendente ritratto famigliare ultra borghese, dove un'operaia cerca di riavvicinare e conquistare il ricco padre che l'aveva dimenticata e abbandonata, provocando le reazioni della moglie e delle sorellastre che lo vogliono spodestare. Ma il contrasto di classe è un'illusione, perché tutti i personaggi si servono dell'inganno per raggiungere i loro obiettivi. Un noir surreale e caricaturale sul furto d'identità, che ragiona sugli archetipi parlando anche dei falsi rapporti di oggi.

1 - Close - Lukas Dhont (voto 9)
Tenera e dolorosa storia di un'amicizia fraterna tra due preadolescenti, che scatena le chiacchiere e i pettegolezzi delle compagne di classe su una potenziale relazione omosessuale. Ma per i giovani protagonisti è ancora troppo presto per tutto: per capire, per amare, per separarsi, per superare i traumi e affrontare le ingiustizie. Con uno sguardo delicato, misurato ed empatico, Dhont esplora i tormenti dell'età acerba e ci riporta negli anni della crescita, in cui scoprivamo chi eravamo soltanto vivendo.




giovedì 8 dicembre 2022

I Film del 2022 degli Amici e Lettori

Alessandro Amato
Crimes of the Future
Spencer 
Il prodigio

Alvise Wollner
Top Gun Maverick
Gli orsi non esistono
Le otto montagne

Antonio Morra
Memoria
Spencer
C'mon C'mon

Arianna Vietina
Il prodigio
Nope
Matrix Resurrections

Astrid Ardenti
Licorice Pizza
Memoria
Fairytale - Una fiaba

Carlos Menezes
C'mon C'mon
Licorice Pizza
Leonora addio

Claudio Balboni
Memoria
Top Gun Maverick
Il prodigio

Cristiano Bolla
Top Gun Maverick
Athena
Licorice Pizza

Davide Giordano
RRR
Licorice Pizza
Spencer

Fabio Beninati
Licorice Pizza
Esterno notte
La stranezza

Giovanni Dal Toso
Licorice Pizza
Blonde
La fiera delle illusioni

Giulio Pettenò
Gli orsi non esistono
Esterno notte
Monica

Leonardo Strano
Gli orsi non esistono
Esterno notte
Bones and All

Linda Grazia Pola
Red
Io e Spotty
La ragazza più fortunata del mondo

Lorenzo Gramatica
Memoria
Nope 
Un eroe

Luca Ottocento
Triangle of Sadness
Esterno notte
The Fabelsman

Luca Recordati
Licorice Pizza
L'ombra di Caravaggio
Don't Worry Darling

Manuel Santangelo
The Menu
I Want You Back
Argentina, 1985

Marco Dal Toso
Nostalgia
Tra due mondi
Top Gun Maverick

Marco Solé
Licorice Pizza
Apollo 10 e mezzo
The Batman

Maresa Palmacci
Nostalgia
Siccità
Il signore delle formiche

Marzia Carrera
Bones and All
Alcarràs - L'ultimo raccolto
Lamb

Massimiliano Gavinelli
Ennio
Licorice Pizza
Sergio Leone - L'italiano che inventò l'America

Mattia De Gasperis
Pleasure
Monica
Bones and All

Melis Rossi
La stranezza
Nostalgia
Una mamma contro G.W. Bush

Miriam Larocca
Gli orsi non esistono
La stranezza
Triangle of Sadness

Rico Schwartz
Hustle
Top Gun Maverick
Licorice Pizza

Safia Kerfa
Blonde
Spencer
Athena

Simone Carella
Licorice Pizza
Stringimi forte
Nostalgia

Tommaso Santambrogio
Gli orsi non esistono
Memoria
Crimes of the Future

11 Licorice Pizza (disponibile su Prime Video)
5 Memoria (Mubi), Gli orsi non esistono, Top Gun Maverick
4 Esterno notte (Rai Play), Nostalgia (Prime Video), Spencer (Prime Video)
3 Bones and All, Il prodigio (Netflix), La stranezza
2 Athena
(Netflix), Blonde (Netflix), C'mon C'mon (Now/Sky), Crimes of the Future, Monica, Nope, Triangle of Sadness
1 Le otto montagne, Matrix Resurrections
(Now/Sky), Fairytale - Una fiaba, Leonora addio (Now/Sky), RRR (Netflix), La fiera delle illusioni (Disney +), Red (Disney +), Io e Spotty, La ragazza più fortunata del mondo (Netflix), Un eroe (Now), The Fabelsman, L'ombra di Caravaggio, Don't Worry Darling, The Menu, I Want You Back (Prime Video), Argentina 1985 (Prime Video), Tra due mondi (Now), Apollo 10 e mezzo (Netflix), The Batman (Now/Sky), Siccità, Il signore delle formiche, Alcarràs - L'ultimo raccolto, Lamb (Mubi), Ennio, Sergio Leone - L'italiano che inventò l'America, Pleasure (Mubi), Una mamma contro G.W. Bush, Hustle (Netflix), Stringimi forte 




mercoledì 7 dicembre 2022

Top 20: La Superclassifica del 2022

20 - Hustle - Jeremiah Zagar
E se fosse Adam Sandler l'erede degli interpreti del cinema più classico e rappresentativo dei valori individuali dell'America? Lo sport come strumento di rivincita e riscatto: niente di nuovo, ma questo è il controcampo positivo e resiliente di Diamanti grezzi, dove la ricerca della felicità non passa attraverso la materialità del denaro ma insegue una complicata fondazione di rapporti umani che permettano di riuscire a competere, e resistere, nel mondo di oggi.

19 - Il prodigio - Sebastian Lelio
Influenzato dalle protagoniste combattive del cinema almodovariano e dalle loro battaglie contro il conformismo, il bigottismo e l'ortodossia, Lelio dirige un thriller in costume che ragiona sul potere delle storie e sui raggiri della parola, e sulla fragile condizione umana che si aggrappa a qualcosa in cui credere per poter sopravvivere, affrontando così l'irrazionalità e la tragicità degli eventi. La religione è ancora una volta l'oppio dei popoli, anche se la lotta ha il corpo e l'energia di Florence Pugh.

18 - Un altro mondo - Stéphane Brizé
Il miglior cinema sociale di oggi. Il punto di vista della lotta per un mondo del lavoro meno ingiusto passa dai tavoli dei sindacati ai tentativi e alla determinazione di un dirigente che fa da ponte tra gli sfruttati e la legge di un capo che risponde soltanto al cinismo di Wall Street: trovare una mediazione è un'impresa sempre più ardua e complicata, ma nella coscienza e negli sguardi di Vincent Lindon il senso della dignità è più grande di quello del profitto aziendale.

17 - La stranezza - Roberto Andò
Un raro e sorprendente punto d'incontro tra linguaggio alto e comicità popolare, che permette a Ficarra e Picone di interpretare i ruoli più belli della loro carriera e a Toni Servillo di indossare un'altra maschera della nostra storia e della nostra cultura. Una sintesi del senso di Luigi Pirandello per il teatro: una rivoluzione che rompe gli schemi e la quarta parete, e che si realizza attraverso un processo creativo tormentato e fantasmatico, destinato a un debutto fallimentare e a un successo planetario.

16 - True Mothers - Naomi Kawase
Un dramma adolescenziale che parte come un algido dramma borghese su una coppia che non può avere figli, per poi virare sui binari di un romanzo di formazione struggente, su una figlia e madre mancata, una giovane ribelle in fuga dalle rigidità, dagli scandali, dai dogmi della società e della famiglia d'origine. E sulla ricerca di un rifugio dove condividere il dolore di ciò che è stato negato. Uno sguardo empatico, ricco di suggestioni oniriche, attento agli ambienti e ai misteri della natura.

15 - Don't Worry Darling - Olivia Wilde
Attacco frontale al patriarcato e simbolo del neo-femminismo, ma anche un audace e ambizioso pastiche che cerca di far convivere La donna perfetta, Matrix e The Truman Show. La Wilde non tarocca lo spirito dei tempi che attraversiamo e, trascinata da Florence Pugh (la miglior attrice di oggi), realizza un fanta-thriller dalla confezione irresistibilmente pop e dalla superficie stilosa, che fra qualche anno potremmo considerare uno dei film americani più simbolici (e divertenti) dell'era post-pandemica.

14 - L'ombra di Caravaggio - Michele Placido
Il miglior film su Caravaggio che ci si potesse aspettare da Placido: un romanzo criminale seicentesco viscerale e pasoliniano, tra pose da rockstar e poetica da Vallanzasca, che omaggia visivamente il genio pittorico del Merisi e ne ripercorre gli episodi della vita che lo hanno portato a esaltare disperati e puttane. Un biopic libero, anticonvenzionale e lontano dalla fiction televisiva, a partire dalle prove appassionate di un perfetto Scamarcio e di un cast affollato, eterogeneo ed entusiasmante.

13 - Monica - Andrea Pallaoro
Supportato dall'immaginario di un'America in contrasto tra il progresso e il cuore selvaggio della provincia, Pallaoro imbastisce un ritratto femminile vivido e pulsante, impreziosito dalla fisicità e dalle sfumature della stupenda Trace Lysette, donna transgender che torna a casa dopo vent'anni per perdonare e farsi perdonare. La regia formale e ricercata, il racconto lento e contemplativo, permettono di immergersi nell'emotività di un'anima ribelle che non ha terminato di conoscersi ed esplorarsi.

12 - La fiera delle illusioni - Guillermo del Toro
Il capolavoro del regista messicano, che racconta l'inesorabile decomposizione morale di un mentalista e del suo modo di pensare l'intrattenimento, inteso come sinonimo di inganno crudele ai danni di chi lo guarda e lo vive. Un viaggio agli inferi dell'esistenza, dalla confezione ingannevole: un'opera autocritica targata Disney, che sabota se stessa. E il finale è il più cinico e anti-hollywoodiano degli ultimi anni: la fine a cui va incontro un disperato Bradley Cooper è quella inevitabile dell'uomo-bestia.

11 - Hope - Maria Sodahl
Struggente autobiografia famigliare, che racconta i dieci giorni tra Natale e Capodanno di una moglie e madre, dal giorno in cui le viene diagnosticato un tumore al cervello fino al momento dell'operazione. Un miracolo di tenuta drammatica, un cancer movie che azzera ogni pericolo di retorica, grazie a una scrittura naturale, autentica e controllata, e in cui svolge una funzione fondamentale l'equilibrio dei due interpreti, la straordinaria Andrea Braein Hovig e l'eleganza emotiva di Stellan Skarsgard.

10 - Esterno notte - Marco Bellocchio 
Un'opera sontuosa e documentata, che affronta un momento chiave della politica italiana come il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, adottando gli sguardi intimi, dubbiosi e dolenti di chi era legato a lui da un rapporto confidenziale: in tutti i personaggi domina un sentimento di incertezza e di impotenza di fronte all'impossibilità di evitare il compimento del destino. Bellocchio raggiunge un nuovo apice di sensibilità umana e di lettura critica degli eventi storici, realizzando un grande romanzo shakespeariano capace di sintetizzare il precario rapporto tra pubblico e privato.

9 - Nostalgia - Mario Martone
Il noir secondo Martone: il ritorno a casa di un uomo tranquillo, per cui il passato non potrà mai essere una terra straniera. Adottando un linguaggio duro e diretto e descrivendo una Napoli aspra e fantasmatica, il regista riflette sulla nobiltà e sul privilegio del sentimento nostalgico, benedetto da una citazione di Pasolini ma inevitabilmente destinato a intrecciarsi con l'oscura presenza della fine delle cose. Non esiste riconciliazione per chi è stato tradito e abbandonato: anche lo squallore della delinquenza non è altro che una banale conseguenza delle sconfitte della vita.

8 - Bardo, la cronaca falsa di alcune verità - Alejandro G. Inarritu
Un'opera fluviale, esondante e tracotante, ma che rivela un'autenticità inedita nello sguardo del regista messicano, alle prese con una felliniana e anarchica autofiction, che affonda le sue radici nella storia violentata e calpestata del Paese in cui è nato e che ha abbandonato, sviluppando un senso di colpa che misura la ragione sentimentale di una pellicola alla ricerca di un'espiazione spirituale. Eccessivo, ma spesso potente e visionario: il miglior film di un autore controverso, ma a cui devono essere riconosciute l'energia, la vitalità e il furore di un'operazione intima e confidenziale.

7 - Un anno, una notte - Isaki Lacuesta
Radiografia di una psicosi a due sensibile e dolente, incentrata su una coppia sopravvissuta alla tragedia parigina del Bataclan del 13 novembre 2015, uno di quegli eventi che separano il nostro tempo in un prima e un dopo. Non è l'elaborazione di un lutto, ma di uno shock, di un trauma, di una testimonianza diretta, della paura improvvisa di perdere qualcuno e di morire. L'argentino Nahuel Pérez Biscayart e la francese Noémie Merlant sono credibili e umorali, e senza eccessi melodrammatici scuotono l'inconscio conducendo chi guarda all'immedesimazione. 

6 - La notte del 12 - Dominik Moll
Una ragazza viene uccisa, tutti sono potenzialmente colpevoli. Ma il poliziesco è un'etichetta: un percorso sulle difficoltà di superare il dolore interiore sommerso e sulla necessità di inseguire le ossessioni per restituire un senso all'esistenza. Ambientata nella Savoia più anonima e impalpabile e disinnescando la tensione del mystery e la complicità del buddy movie, è una gelida immersione nell'imperturbabilità dell'animo umano e nel tentativo fallito di risolvere la sua spietatezza. Il volto impassibile e la testardaggine del commissario di Bastien Bouillon sono di intensità eastwoodiana.

5 - Parigi, 13 Arr. - Jacques Audiard
Il film più estetizzante di Audiard, ma anche il più febbrile e vitale: nel quartiere parigino di Les Olympiades, nuovo distretto hipster e multiculturale, si intrecciano i desideri sessuali di un terzetto di giovani adulti, socialmente integrati ma insicuri a livello economico ed emozionale. Una fotografia realista di una generazione, autentica e priva di autocommiserazione, che unisce la classicità del bianco e nero con la modernità dei linguaggi, il fattore umano con le relazioni via chat, immergendosi nella schiuma dei giorni e nella consistenza della superficie.

4 - Saint Omer - Alice Diop
Strutturata sulle lunghe deposizioni processuali di una donna senegalese accusata per l'omicidio della figlia abbandonata su una spiaggia, l'opera prima di Alice Diop è una folgorante riflessione sulle modalità espressive del racconto, oltre a interrogarsi sulle incertezze e sulle paure della maternità, e sull'impossibilità giudiziaria di poter comprendere le ragioni personali e antropologiche che portano a un gesto atroce. E adottando il punto di vista esterno di una scrittrice che indaga i tormenti e il passato della donna, mantiene una lucidità e un distacco emotivo che evitano il folklore e il sensazionalismo.

3 - Apollo 10 e mezzo - Richard Linklater
Un altro episodio memorabile di un cineasta che non si stanca di sperimentare, sorprendere, giocare con le immagini e con il concetto di tempo. Un film d'animazione che omaggia i sogni persi e le illusioni dell'America di provincia degli anni Sessanta, quando il benessere economico permetteva di vivere l'allunaggio del 1969 come un'esperienza collettiva e popolare. Un momento autobiografico indimenticabile è l'occasione per viaggiare in un'epoca dorata e colorata, mantenendo vivi gli spettri della malinconia e delle false promesse del capitalismo.

2 - Licorice Pizza - Paul Thomas Anderson
Un romanzo di formazione semplice, lineare e magico, capace di decifrare il filo invisibile e i sentimenti che legano un adolescente che vorrebbe essere più grande e una giovane adulta attratta dall'eternità delle prime volte e dall'emozione del colpo di fulmine. Intanto, sullo sfondo, scorrono i feticci e il batticuore degli anni Settanta, il miraggio del successo economico e individuale, le corse per vivere un mondo di magnifiche illusioni. E infine, quella incantevole maestria di PTA nella costruzione delle scene, nell'osservazione, nel dare il giusto peso e valore alla leggerezza delle immagini.

1 - Blonde - Andrew Dominik
Vertiginoso, soffocante e dolente ritratto di una possibile Marilyn Monroe, vittima eterna della sensualità della sua immagine e di un sistema maschilista dominante, impotente di fronte alla violenza dell'industria di renderla prodotto commerciale, marchio di fabbrica e involontariamente mito. Un film iconoclasta sull'abbattimento delle superfici, un manifesto contro il biografismo a tutti i costi, che prosegue il discorso di Dominik sulla decomposizione degli archetipi, dei simboli e dei generi. Un punto di vista radicale, uno sguardo allucinato ma illuminato dal corpo e dalla luce di Ana de Armas, nel ruolo di una creatura extraterrestre alla ricerca impossibile di una via d'uscita.


I FILM DELL'ANNO DE 'IL BELLO, IL BRUTTO E IL CATTIVO'

2011: Il cigno nero - Darren Aronofsky
2012: Un sapore di ruggine e ossa - Jacques Audiard
2013: The Master - Paul Thomas Anderson
2014: Boyhood - Richard Linklater
2015: La scomparsa di Eleanor Rigby - Ned Benson
2016: Frantz - Francois Ozon
2017: Personal Shopper - Olivier Assayas
2018: Mektoub, My Love - Canto Uno - Abdellatif Kechiche
2019: Joker - Todd Phillips
2020: La vita nascosta - Terrence Malick
2021: Scompartimento n.6 - Juho Kuosmanen
2022: Blonde - Andrew Dominik





venerdì 4 novembre 2022

Top 5: Novembre 2022

5 - Sergio Leone - L'italiano che inventò l'America - Francesco Zippel (voto 7)
Il controcanto ideale a Ennio di Tornatore. Un documentario critico, appassionato e approfondito, su uno dei più importanti e influenti regista della storia del cinema, pieno di aneddoti, curiosità e interviste a quegli autori - da Steven Spielberg a Quentin Tarantino - che hanno appreso, assorbito e rinnovato le lezioni, lo stile e il linguaggio dei capolavori di Leone. L'apice emotivo si raggiunge proprio nelle immagini d'archivio con Morricone: un incontro che ha cambiato per sempre la Settima Arte.

4 - Amanda - Carolina Cavalli (voto 7)
Un'opera prima influenzata dal cinema indie americano, da Wes Anderson a Lady Bird, ma che evita ogni ricatto di carineria mettendo in scena un ritratto femminile complesso, spigoloso, indecifrabile e affascinante. Una personalità borderline ben delineata nel contesto di un'alta borghesia annoiata, isterica e depressa, nel tentativo di trovare con affanno un pretesto relazionale che permetta di svincolarsi. Benedetta Porcaroli è la conferma bellissima di un talento che sa essere irrequieto e luminoso.

3 - I morti rimangono con la bocca aperta - Fabrizio Ferraro (voto 8)
Una visione ostica, ma che può rivelarsi suggestiva, ipnotica ed emozionante: quattro partigiani cercano riparo sull'Appennino centrale, nel bel mezzo di una gelida tormenta di neve. Non succede altro, ma il fascino consiste nell'immersione visiva e sensoriale, che si concretizza per merito di una fotografia onirica e spettrale, capace di rendere il vagare senza meta dei protagonisti un astratto e interminabile viaggio esistenziale, a metà tra la vita e la morte. Potente e disperato, come Gerry di Gus Van Sant.

2 - La stranezza - Roberto Andò (voto 8)
Un raro e sorprendente punto d'incontro tra linguaggio alto e comicità popolare, che permette a Ficarra e Picone di interpretare i personaggi più belli della loro carriera e a Toni Servillo di indossare un'altra memorabile maschera della nostra storia e della nostra cultura. Una sintesi del senso di Luigi Pirandello per il teatro: una rivoluzione che rompe gli schemi e la quarta parete, e che si realizza attraverso un processo creativo tormentato e fantasmatico, destinato a un debutto fallimentare e a un successo planetario. 

1 - L'ombra di Caravaggio - Michele Placido (voto 8)
Il miglior film possibile su Caravaggio che ci si potesse aspettare da un autore come Placido: un romanzo criminale seicentesco vertiginoso e viscerale, finanche pasoliniano, tra pose da rockstar e poetica da Vallanzasca, che omaggia visivamente il genio artistico e pittorico del Merisi e ne ripercorre gli episodi della vita che lo hanno portato a esaltare disperati e puttane, rendendo la loro immagine sacra e immortale. Un biopic libero, anticonvenzionale e lontanissimo dalla fiction televisiva, a partire dalle prove appassionate di un perfetto Scamarcio e di un cast affollato, eterogeneo ed entusiasmante.




lunedì 10 ottobre 2022

Top 5: Ottobre 2022

5 - Siccità - Paolo Virzì (voto 7)
Ambiziosa, altalenante, a tratti genuinamente feroce tragicommedia all'italiana contemporanea, che prova ad adattare e a contestualizzare la coralità del cinema altmaniano e l'affresco disperato dell'umanità di Magnolia, ipotizzando un'Italia desertificata dall'assenza di pioggia e in cui il rischio di disidratazione si aggiunge alle epidemie e alle crisi sanitarie, sociali, economiche e morali. Non è il miglior Virzì, ma neppure il peggiore: tutto funziona soltanto in parte, soprattutto il cast, ma il coraggio è da lodare.

4 - Ninja Baby - Yngvild Sve Flikke (voto 7)
Una delle commedie più divertenti dell'anno, dove una giovane adulta di Oslo scopre di essere incinta troppo tardi per poter abortire e cerca di risalire all'irresponsabile padre, collocandosi a metà strada tra la sensibilità di Juno e la sana sboccataggine di Judd Apatow. Ma nonostante le influenze narrative dei modelli americani, il contesto è molto più progressista e privo di morale conservatrice, a partire dalla naturalezza con cui viene raccontata la libertà degli incontri e delle esperienze sessuali della protagonista.

3 - Moonage Daydream - Brett Morgen (voto 8)
Documentario sontuoso e definitivo su David Bowie, che rinuncia a ricostruirne il percorso biografico e artistico, sacrificando i frammenti della vita privata, ma condensando tutta la potenza sensoriale, musicale e visionaria della sua creazione. Un trip caleidoscopico e imponente nella mente e nella poetica di una delle principali icone pop del Novecento, quella più indecifrabile, aliena e anticonformista, sempre in anticipo sui tempi, sulle mode e sui costumi, che attraversa le fasi e le trasformazioni identitarie del Duca restituendo il fascino caotico delle sue sperimentazioni. 

2 - La notte del 12 - Dominik Moll (voto 9)
L'aspetto esteriore è quello canonico del poliziesco: una ragazza viene uccisa, tutti sono potenzialmente colpevoli. Ma tolta l'etichetta del genere, emerge un piccolo capolavoro sul dolore interiore sommerso, sulle difficoltà di superarlo e sulla necessità di inseguire le ossessioni per restituire un significato all'esistenza. Ambientato nella Savoia più anonima e impalpabile e disinnescando la tensione del mystery e la complicità del buddy movie, è una gelida immersione nell'imperturbabilità dell'animo umano e nel tentativo fallito di risolvere la sua spietatezza. Il volto impassibile e la testarda volontà del commissario interpretato da Bastien Bouillon sono di eastwoodiana emozione.

1 - Blonde - Andrew Dominik (voto 10)
Vertiginoso, soffocante e dolente ritratto di una possibile Marilyn Monroe, vittima eterna della sensualità della sua immagine e di un sistema maschilista dominante, impotente di fronte alla violenza dell'industria di renderla prodotto commerciale, marchio di fabbrica e involontariamente mito. Un film iconoclasta sull'abbattimento delle superfici, un manifesto contro il biografismo a tutti i costi, che prosegue il discorso di Dominik sulla decomposizione degli archetipi, dei simboli e dei generi. Un punto di vista radicale, uno sguardo allucinato ma illuminato dal corpo e dalla luce di Ana de Armas, nel ruolo di una creatura extraterrestre alla ricerca impossibile di una via d'uscita.




giovedì 15 settembre 2022

Top 5: Settembre 2022

5 - Watcher - Chloe Okuno (voto 7)
Ennesima variazione dell'hitchcockiano La finestra sul cortile, ma rispetto a copie più modeste l'esordiente Okuno si avvale di una location ansiogena come la Bucarest di oggi, concedendosi riflessioni contemporanee sullo stalking e sulla manipolazione psicologica. Gli ultimi venti minuti sono goduriosi per gli amanti del genere: merito, soprattutto, delle facce dei tre attori principali, la disorientata vittima Maika Monroe di It Follows, l'inconsistente marito Karl Glusman e l'ambiguo, banale, inquietante Burn Gorman.

4 - The Hanging Sun - Francesco Carrozzini (voto 7)
Un riuscito adattamento di un romanzo del norvegese Jo Nesbo, in cui un uomo in fuga dalla famiglia criminale e in cerca di redenzione trova un parziale rifugio in un villaggio isolato, dove il sole non tramonta mai, proteggendo una madre e un figlio da un contesto maschilista tossico e violento. Il deb Carrozzini, proveniente da pubblicità e videoclip, trova una cifra stilistica ed estetica e, senza eccellere, dirige un thriller solido e coinvolgente, che conferma la versatilità e il carisma di Alessandro Borghi. 

3 - Las Leonas - Isabel Achaval, Chiara Bondì (voto 7)
Prodotto da Nanni Moretti, che si concede una simpatica comparsata, è una lente d'ingrandimento sulla realtà delle donne immigrate che vivono a Roma lavorando come badanti e domestiche. Evidenziando l'assenza di tutele che sono costrette ad accettare per sopravvivere, il documentario omaggia con leggerezza la loro passione per il calcio, che si realizza nell'appassionata partecipazione a un campionato amatoriale femminile ben organizzato e che coincide con uno dei loro pochi momenti di svago.

2 - Margini - Niccolò Falsetti (voto 7) 
Una delle migliori commedie italiane degli ultimi anni, che guarda a Virzì (Ovosodo) e Zanasi (Non pensarci), distinguendosi per essere una rara testimonianza della passione di provincia per il punk-hardcore. Mossa da uno spirito ribelle, autentico e genuino, celebra il miraggio eternamente adolescenziale di chi prova almeno ad avvicinarsi alla realizzazione dei propri sogni: per andare incontro a chi si emancipa con fatica, qualche volta può capitare che sia l'America a suonare nelle balere di Grosseto.

1 - Don't Worry Darling - Olivia Wilde (voto 8)
Attacco frontale al patriarcato e simbolo del neo-femminismo, oppure un ambizioso e maldestro pastiche che cerca di far convivere La donna perfettaThe Truman Show e la fantascienza di Matrix? Di certo, non si può rimproverare alla Wilde regista di taroccare lo spirito del tempo. E allora, trascinata dalla performance di Florence Pugh, forse la miglior attrice di oggi, si concede il lusso di realizzare un thriller-fantasy dalla confezione irresistibilmente pop e dalla superficie stilosa, candidato a essere uno dei film più rappresentativi del cinema americano post-pandemico, in grado di azzeccare più di una trovata originale e sorprendente.




mercoledì 7 settembre 2022

I Magnifici Sette: Venezia 79

Gli spiriti dell'isola - Martin McDonagh
Ironico, poi disilluso, infine disperato. Accompagnato da un pessimismo sulla natura umana che si avvicina al miglior cinema dei fratelli Coen, McDonagh firma il suo film più compiuto e definitivo, un nuovo manifesto sul vuoto pneumatico dell'esistenza che individua il suo esilarante spunto di partenza nell'ingiustificata rottura dell'amicizia tra i due consuetudinari protagonisti (gli inarrivabili Colin Farrell e Brendan Gleeson), abituati alla quotidianità isolana dell'Irlanda più verde e rurale, tra bevute di birra scura al pub e cacca d'asino da raccogliere. Si aprirà uno squarcio sui conflitti bellici secolari che caratterizzano la Storia, ma in realtà non è altro che il riflesso di una tendenza intrinseca all'annientamento. Homo homini lupus. VOTO 10

The Whale - Darren Aronofsky
Aronofsky all'ennesima potenza. Di nuovo, un'esperienza cinematografica sensoriale, un'altra sfida impossibile di far sentire con le immagini e i suoni, il corpo e il peso dei suoi protagonisti sulla pelle dello spettatore. Ma rispetto a The Wrestler e Black Swan, il cuore batte nella forza struggente della scrittura, che si sofferma sull'autocondanna a morte di un professore intellettuale, obeso e omosessuale, di straordinaria sensibilità, ancora devastato da un lutto sentimentale, mentre cerca di chiudere con tutti i resti del suo amore il rapporto con la figlia. Il marchio di fabbrica è la presenza famelica dell'ossessione: quella per il cibo, che riempie il vuoto lasciato da quella per la cultura e i sentimenti. VOTO 10

Monica - Andrea Pallaoro
Supportato dall'immaginario di un'America in contrasto tra il progresso californiano e il cuore selvaggio della provincia, Pallaoro imbastisce il film della sua maturità registica, un ritratto femminile vivido e pulsante, impreziosito dalla fisicità e dalle sfumature dolenti e misurate della stupenda Trace Lysette, donna transgender che torna per la prima volta a casa dopo vent'anni per riconnettere l'affetto con la madre malata, per perdonare e farsi perdonare. Lo stile registico formale e ricercato, il ritmo del racconto lento e pieno di pause, permettono di immergersi nella vita e nell'emotività di una protagonista ribelle, che non ha terminato il percorso interiore per conoscersi, scoprirsi ed esplorarsi. VOTO 9

Saint Omer - Alice Diop
Strutturata sulle lunghissime deposizioni processuali di una donna senegalese accusata per l'omicidio della figlia abbandonata su una spiaggia all'arrivo dell'alta marea, l'opera prima di finzione di Alice Diop è una folgorante riflessione sulle modalità espositive del racconto, oltre a interrogarsi sulle incertezze e sulle paure della maternità, e sull'impossibilità giudiziaria di poter comprendere davvero le ragioni personali e antropologiche che portano a un gesto drammatico e disperato. E adottando il punto di vista esterno di una scrittrice che indaga i tormenti interiori e le vicissitudini personali della donna, mantiene una lucidità e un distacco emotivo che evitano il folklore e il sensazionalismo. VOTO 9

Master Gardener - Paul Schrader
Capitolo finale della trilogia di Schrader sulla colpa e sulla redenzione, dopo First Reformed e il magistrale Il collezionista di carte. Come sempre, la riflessione sull'America e sui suoi scheletri impossibili da sotterrare è spietata, ma diversamente dai film precedenti lo spazio concesso all'ottimismo e alle seconde possibilità è molto più ampio, anche in un Paese distante da chi insegue il miraggio di un riscatto. La metafora del giardinaggio è originale ed efficace: un'attività che permette di dare ordine e bellezza laddove si coltivano disordine e differenze, ideale per chi deve placare il detestabile istinto di brutalizzare le diversità che contraddistinguono il nostro tempo terreno. VOTO 8

Vera - Tizza Covi, Rainer Frimmel
Crudele, affettuoso e divertente ritratto di Vera Gemma, figlia del mitico Giuliano, che si barcamena nella decadenza e nella nostalgia dei vizi di una vita romana trascorsa a essere etichettata come "la figlia di", circondata da personaggi talvolta imbarazzanti, alla ricerca affannata di un contatto umano e sincero con la verità delle cose, pedinata da un linguaggio filmico a metà strada tra finzione e cinema del reale. Non sappiamo mai davvero che cosa sia autentico e che cosa sia recitato, ma proprio grazie all'incertezza dello sguardo registico si compie in maniera totalizzante l'immedesimazione nelle sfaccettature di questa anti-diva, tanto ingenua quanto indubbiamente attraente e simpatica. VOTO 8

Don't Worry Darling - Olivia Wilde
Attacco frontale al patriarcato e simbolo del neo-femminismo, oppure nient'altro che un ambizioso e maldestro pastiche che cerca di far convivere La donna perfetta, The Truman Show e persino la fantascienza di Matrix? Di certo, non si può rimproverare alla Wilde regista di taroccare lo spirito del tempo. E allora, trascinata dalla performance di Florence Pugh, forse la miglior attrice di oggi, si concede il lusso di realizzare un thriller-fantasy dalla confezione irresistibilmente pop e dalla superficie stilosa, che ricorderemo nei prossimi anni come uno dei film più rappresentativi del cinema americano post-pandemico, in grado di azzeccare più di una trovata originale e sorprendente. VOTO 8