Il mago del Cremlino - Olivier Assayas
Una lezione di cinema politico che unisce sintesi narrativa e tensione morale. Il racconto della Russia post-sovietica prende corpo attraverso Vadim Baranov, spin doctor di finzione modellato sull'ombra di Vladislav Surkov: un protagonista magnetico, a cui Paul Dano regala ambiguità, cinismo e malinconia. Accanto a lui, un Jude Law glaciale nei panni di Vladimir Putin e un'ipnotica Alicia Vikander in versione femme fatale. Tra Cecenia, oligarchi e propaganda, Assayas riflette su colpa e complicità nella costruzione del potere, con ritmo serrato e dialoghi taglienti. Resta l'effetto straniante dell'inglese in lingua originale, ma l'affresco storico colpisce nel segno e parla al nostro presente.
Il filo del ricatto - Gus Van Sant
Un uomo entra in un ufficio, imbraccia un fucile a canne mozze e lega al collo dell'ostaggio un filo pronto a sparare al minimo errore. Un'immagine grottesca e assurda ma reale: ed è così che Gus Van Sant torna a raccontare l'America delle crepe invisibili: il rancore sociale, la sfiducia nel sistema finanziario, il bisogno disperato del cittadino comune di essere ascoltato. Ambientato nel '77 ma specchio del presente, il film alterna tensione e ironia nera, mostrando come la rabbia possa trasformarsi in uno spettacolo mediatico. Un noir secco e beffardo che colpisce senza moralismi, che restituisce la lucidità e l'indipendenza di un cineasta eclettico, ma costantemente in direzione ostinata e contraria.
Send Help - Sam Raimi
Sam Raimi torna a fare quello per cui tutto lo conosciamo: un vorticoso ottovolante di sangue, jump scare e umorismo macabro che diverte e graffia. La storia di un'impiegata brillante, nerd, di estrazione sociale umile, femminista e sottovalutata, e del suo ricco e arrogante capo, naufraghi su un'isola deserta dopo un incidente aereo, diventa un'allegoria feroci sui rapporti di classe e di genere. Un mix di commedia, survival e horror diretto con mano esperta, e anche una satira grottesca sull'arrivismo che ribalta costantemente l'empatia verso i personaggi. Un cinema politico e beffardo, con un finale spietato e cinico. E poi c'è Rachel McAdams imbruttita, di cui non riusciamo a smettere di essere innamorati.
martedì 24 febbraio 2026
Obbligatori: Febbraio 2026
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