sabato 11 luglio 2020

Top 5: Luglio 2020

5 - Honey Boy - Alma Har'el (voto 7)
Autobiografia di Shia LaBeouf, attore eclettico e un po' matto, all'insegna di un un'infanzia divisa tra il ruolo di bimbo prodigio per l'industria di Hollywood e la convivenza con un padre ingombrante, alcolizzato e ingestibile. Ed è proprio Shia a interpretare il ruolo paterno, in un cortocircuito metatestuale emotivamente efficace, seppur realizzato con tutti i luoghi comuni del cinema indie americano, di cui lo stesso LaBeouf è ormai uno degli esponenti più furbetti. Al cinema

4 - Sotto il sole di Riccione - YouNuts! (voto 7)
Un'impeccabile attualizzazione vanziniana del cult Sapore di mare, indirizzata alla generazione di ventenni di oggi, senz'altro lontana dalla profondità psicologica della serie Skam Italia, ma in grado di replicare con intelligenza le esili avventure sentimentali che caratterizzano le estati al mare. Ottimo ritmo, giovani attori simpatici (su tutti, Lorenzo Zurzolo e Ludovica Martino), una dichiarazione d'affetto nei confronti di un cinema vacanziero, senza pretese, ma di cui non si può fare a meno. Su Netflix

3 - L'hotel degli amori smarriti - Christophe Honoré 
(voto 7)
Cinema francese intellettualissimo, un po' snob, certamente ironico e radical-chic: una Chiara Mastroianni bravissima e sexy-matura è una moglie libertina e favorevole al tradimento che, nella stanza di una camera d'albergo, ripensa alle traiettorie dell'esistenza che determinano il presente. Tra sogno e realtà, il gioco delle coppie si tramuta nello specchio dei desideri e dei rimpianti che accompagnano le relazioni e le vite di ciascuno di noi. Onirico e dolceamaro. Al cinema

2 - Lontano lontano - Gianni Di Gregorio (voto 8)
Un altro piccolo e delizioso capolavoro di Di Gregorio, che riflette con tenerezza e umorismo su un'età pensionabile alla ricerca di nuove motivazioni. Tre protagonisti meravigliosi nel ruolo di tre personaggi commoventi, consapevoli che indietro non si può tornare e che il futuro non riserverà grandi sorpresi, ma ancora abbastanza vitali per farsi illudere. Un film sull'amicizia e sulla solidarietà maschile, che diventa inevitabilmente un affettuoso abbraccio al compianto Ennio Fantastichini. Disponibile su Rai Play e al cinema

1 - Eurovision Song Contest - David Dobkin (voto 8)
Dopo un decennio in cui il genere demenziale sembrava essersi seppellito, ecco il fuoco d'artificio che non t'aspetti. Will Ferrell torna nei panni di un amabile coglione, come nei suoi cult dei gloriosi anni Zero; Rachel McAdams lo segue con fedele idiozia, confermandosi una delle attrici più belle ed eclettiche di Hollywood: il copione è incredibile, assurdo, e con sana irriverenza si fa beffa degli stereotipi più diffusi sui popoli europei, usando come pretesto uno show musicale folkloristico e di dubbio gusto artistico ed estetico. Su Netflix




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