La più piccola - Hafsia Herzi
Fatima, giovane francese di origine maghrebina e musulmana praticante, è alle prese con la scoperta del desiderio e della propria identità omosessuale. Herzi, ex musa di Abdellatif Kechiche, riprende dal suo cinema l’attenzione ai corpi, ai silenzi e alle pulsioni della carne, ma sposta il focus verso un percorso più intimo e identitario. Straordinaria Nadia Melliti, premiata a Cannes e ai César, che dona alla protagonista una rabbia trattenuta e un’inquietudine quasi respingente. Il film vive di tensioni continue: fede e libertà, periferia e emancipazione, amore e senso di colpa. Un cinema umano, nervoso e profondamente femminile, che rivendica il diritto di scegliere se stessi contro ogni dogma religioso o sociale.
La mummia - Lee Cronin
Un horror sorprendente e disturbante, capace di rielaborare il mito della maledizione e della possessione in modo originale e inquietante. Non ci sono i classici esorcismi: il corpo non viene invaso dal demone, ma diventa un contenitore destinato a trattenerlo, trasformandosi in qualcosa di mostruoso e irriconoscibile. Sotto la superficie del blockbuster soprannaturale, Cronin costruisce anche una riflessione sul rapporto tra amore genitoriale, decomposizione e identità, interrogandosi fino a che punto sia possibile continuare a riconoscere chi amiamo quando il corpo e la mente iniziano a mutare. Un immaginario visivo potentissimo, fatto di sequenze di body horror realizzate con grande efficacia tecnica.
Lo straniero - Francois Ozon
Adattare il romanzo più importante di Albert Camus era una sfida rischiosa, ma Ozon riesce nell’impresa trasformando il romanzo in un film elegante e ipnotico. Meursault, impiegato apatico nell’Algeri coloniale del 1938, viene trascinato verso un delitto assurdo e un processo che finirà per giudicare più la sua indifferenza che il suo crimine. Un bianco e nero abbacinante richiama il cinema francese degli anni Trenta e Quaranta, costruendo immagini di grande fascino visivo. Straordinario Benjamin Voisin, capace di incarnare il vuoto emotivo e il mistero del protagonista senza mai forzare il personaggio. Più che un adattamento letterario, una riflessione sul conformismo sociale e sui fantasmi del colonialismo francese.
martedì 28 aprile 2026
Obbligatori: Aprile 2026
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
