lunedì 21 settembre 2026

Obbligatori: Settembre 2026

Naza - Yuval Abraham, Rachel Szor
Il film sul genocidio palestinese che mancava. I registi di No Other Land non gridano, non ricattano, non fanno pornografia del dolore: lasciano che siano soldati israeliani e uomini dell’intelligence a raccontare la distruzione di Gaza. "Io sono un tecnico, non posso esprimere una posizione morale": nelle loro parole riaffiorano la banalità del male e quella “nebbia della guerra” che sospende la morale fino a rendere normale l’orrore. I volti restano nascosti nel buio, mentre i tetti e le finestre illuminate di Tel Aviv diventano lo spietato controcampo dei palazzi distrutti a Gaza. Poi, soltanto nel finale, arrivano le macerie e un padre che cerca i figli. Un film d’inchiesta essenziale e devastante, che trasforma le parole di chi ha partecipato alla macchina della guerra nel più terribile atto d’accusa.

Camp Miasma - Jane Schoenbrun
Un trip delirante e allucinato in cui realtà e finzione finiscono per divorarsi a vicenda. Un film molto teorico, ma anche sorprendentemente divertente: memorabile la mattanza sulle note della magnifica A Long December dei Counting Crows. Quando la regista Kris entra in relazione con il personaggio di Gillian Anderson (una sorta di Norma Desmond del genere slasher), il gioco si fa ancora più affascinante. Fanatismo, sesso e cinefilia si sovrappongono fino all’intuizione più bella: non siamo noi a guardare il film, è il mostruoso Little Death a guardare noi, quasi fosse lui stesso a costruirlo. C’è qualcosa di cronenberghiano, alla Crash, in questa idea del cinema come carne, desiderio, ossessione. Non è la vita che diventa cinema: è il cinema che diventa vita. Bellissimo.

I figli della scimmia - Tommaso Landucci
La paternità come amore e cura, ma anche come desiderio inconfessabile di una vita diversa. L’esordio di Landucci affronta un terreno delicato senza cedere al pietismo. Dario (un intenso, bravissimo, Riccardo Scamarcio) è padre di Enrico, ragazzo con una grave disabilità, ma trova nel nipote Giacomo quel figlio “ideale” con cui condividere passioni e complicità. Un legame che scatena la gelosia del fratello Roberto (l’ottimo Fausto Russo Alesi) e incrina lentamente gli equilibri familiari. Con una regia rigorosa, quasi priva di musica, il regista costruisce una tensione crescente e sottile. Un film doloroso e trattenuto, che racconta le contraddizioni dell’essere padri senza cercare risposte facili. Equilibrato, misurato, ma emozionante.





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