domenica 4 novembre 2012

The Irish Side: The Commitments

Gli irlandesi sono i più negri d'Europa, i dublinesi sono i più negri d'Irlanda, e noi di periferia siamo i più negri di Dublino.


Nel 1988 lo scrittore irlandese Roddy Doyle pubblicò 'The Commitments', il primo dei romanzi che formano la "trilogia di Barrytown", immaginario quartiere operaio di Dublino. Gli altri due sono 'The Snapper' e 'Due sulla strada'. Tutti i libri della trilogia hanno la loro versione cinematografica. Questi ultimi sono stati portati sullo schermo da Stephen Frears, regista abituato a storie di proletariato, mentre fu Alan Parker, il regista di successi come 'Saranno famosi' o 'The Wall', a portare al cinema 'The Commitments' nel 1991. Perchè Parker? Perchè 'The Commitments' è un film musicale, materia che il regista londinese conosce alla grande. Quello che non ci si poteva aspettare è che Parker descrivesse Dublino e la sua gente meglio di un irlandese, ne inquadrasse magistralmente lo spirito, le aspettative, l'ironia, la sconfitta, l'anima. E' la storia di un gruppo di persone (alcuni più giovani, ma soprattutto musicisti disoccupati o ubriaconi perdigiorno) che mette in moto il sogno di formare un gruppo soul e di sfondare, di diventare la terza stella del firmamento musicale irlandese dopo gli U2 e Sinead O'Connor. Perchè il soul? Perchè è una musica sincera, onesta, semplice ma che ha il ritmo della fabbrica e del sesso. Il loro nome è The Commitments, che significa "gli impegni, le promesse." I ragazzi ci sanno fare, sono musicisti e cantanti eccezionali. Dopo i primissimi concerti nelle parrocchie e nei centri sociali, appena si comincia a intravedere uno spiraglio di possibile successo, cominciano a sbranarsi, pian piano il gruppo si sfalda, nessuno sopporta più nessuno. E il sogno si sgonfia subito, tutti prenderanno strade differenti. 'The Commitments' è esattamente come il soul: racconta la vita per quella che è, con i suoi tanti frammenti, avara di sogni destinati a realizzarsi. Si concentra sulla passione, sul tragitto, sul percorso: arrivare al traguardo è irrilevante. E' un film che sta dichiaratamente dalla parte degli sconfitti, di chi è incapace a disciplinarsi. Ne fa risplendere la poesia, il talento che è quasi sempre in contraddizione con la capacità di fare pace con se stessi. Parla dell'Irlanda, degli irlandesi, di un popolo che non gliene frega un cazzo delle occasioni sprecate o dei progetti a lungo termine. Quello che conta sono le mani sulle cosce, e sia le mani, sia le cosce possono essere di chiunque. Tutti gli interpreti (fenomenali) di 'The Commitments' erano completamente sconosciuti prima delle riprese e vennero scelti soltanto per le loro capacità musicali. Nessuno di loro ha proseguito la carriera da attore.
 
Emiliano Dal Toso

 




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