Molti timori sulle modalità dei controlli sanitari, e un po’ di perplessità sulla qualità effettiva delle opere presentate avevano anticipato la 77. Mostra del cinema di Venezia, tenutasi dal 2 al 12 settembre. Un’edizione che resterà memorabile e che è riuscita a vincere, invece, ogni tipo di scetticismo: non è un caso che la stampa estera, tra cui anche prestigiose riviste di settore come Variety, abbiano elogiato l’organizzazione impeccabile della manifestazione. Termoscanner all’ingresso dell’area dedicata, obbligo di mascherina durante le proiezioni, prenotazione del posto esclusivamente online mantenendo ogni volta lo schema dei posti “a scacchiera”: queste sono state alcune delle regole ferree che hanno consentito che non si creasse alcun pericolo di contagio, insieme alla disposizione eccellente di tutti i partecipanti, dagli addetti ai lavori al pubblico, che hanno dimostrato di amare il cinema al di là di ogni ostacolo e restrizione sociale.
martedì 15 settembre 2020
Riflessioni Spiazzanti: Venezia 77
Ma la sfida più bella vinta dal direttore Alberto Barbera è stata quella di
riuscire a proporre, anche quest’anno, una selezione di film importanti e
stimolanti, degna di una mostra internazionale, capace di rappresentare l’eterogeneità
di gusti e generi che attraversano ogni parte del mondo cinefilo. Non sono
mancate polemiche relative ai premi assegnati dalla giuria presieduta da Cate
Blanchett, eppure anche questo è stato un segnale di entusiasmo ritrovato, di
voglia di confronto, da parte di tutti quegli appassionati di cinema che nei
mesi di lockdown sono stati costretti a rinunciare a festival di rilievo come
Cannes e Locarno, limitandosi a qualche “bisticcio” social sul valore delle
produzioni rilasciate da piattaforme come Netflix e Amazon Prime.
Il Leone d’oro è andato a Nomadland di
Chloé Zhao, regista cinese trapiantata negli Stati Uniti, storia di una donna
di mezza età – interpretata da un’intensa Frances McDormand - che, vittima del
crollo economico di una città aziendale del Nevada, carica i bagagli nel suo
furgone e si mette sulla strada alla ricerca di una vita al di fuori dalla
società capitalista e dalla dittatura del benessere e del denaro. Una lente d’ingrandimento
sui nomadi di oggi, ma anche un elogio nei confronti di una scelta esistenziale
anticonformista, che fa ricordare i romanzi on the road dei poeti della beat
generation. La Zhao è la quinta regista donna a vincere il Leone, dopo Sofia
Coppola, Mira Nair, Agnès Varda e Margarethe von Trotta.
Ma i film più potenti e innovativi arrivano da realtà cinematografiche diverse:
in Nuevo Orden, meritato vincitore
del Gran Premio della Giuria, il regista Michel Franco ritrae un Messico violento,
disperato e devastato dal conflitto sociale, in cui la rivoluzione delle
milizie proletarie viene a sua volta soverchiata da un colpo di stato militare;
in The Disciple, vincitore del premio
per la miglior sceneggiatura, Chaitanya Tamhane racconta il percorso artistico
di un aspirante interprete della musica classica indiana che mira all’ascetismo,
attraverso tappe spirituali e rituali sacri che richiedono una quotidianità che
impone rinunce e sacrificio; in Laila in
Haifa del maestro Amos Gitai, s’incontrano in un locale notturno israeliani
e palestinesi, lontani dallo scontro politico e religioso, ma vicini per quanto
riguarda la complessità delle esistenze personali e i demoni che accomunano uomini
e donne; nell’onirico e affascinante In
Between Dying, il regista azero Hilal Baydarov si rivela lo sguardo più
coraggioso e sperimentale, seguendo i viaggi in moto e gli incidenti del
giovane Davud, sospesi tra sogno e realtà.
venerdì 21 agosto 2020
Top 5: Agosto 2020
5 - The Hater - Jan Komasa (voto 7)
Ambiziosa e sovraccarica epopea di un fomentatore d'odio dei giorni nostri: cacciato da giurisprudenza per aver copiato la tesi, un giovane e abile manipolatore di una società di pubbliche relazioni compie una personale rivoluzione di classe, utilizzando profili fake e infangando un politico anti-populista. Ritratto di un autentico sciacallo contemporaneo, in cui si indagano anche le ragioni di un malessere che si manifesta attraverso la realtà digitale. Con maggiore equilibrio narrativo, poteva essere il nuovo The Social Network. Su Netflix
4 - Un'estate con Sofia - Rebecca Zlotowski (voto 7)
Il pensiero a Rohmer e Kechiche è immediato, ma la Zlotowski sposta lo sguardo estivo dai rapporti tra adolescenti di pari età alle differenze anagrafiche, economiche e culturali. Il risultato sembra a volte un po' troppo patinato, ma la caratterizzazione delle due protagoniste, cugine lontanissime per formazione sessuale, è riuscita e la ex "sex worker" Zahia Dehar si rivela un perfetto oggetto del desiderio in grado di capovolgere gerarchie di genere e cambiare prospettive. Su Netflix3 - Onward - Oltre la magia - Dan Scanlon (voto 8)
Il rischio è di archiviarlo in maniera frettolosa per essere il film Pixar più rinviato a data da destinarsi di sempre, e per essere meno complesso e stratificato dei precedenti. Ma, in questo caso, la semplicità è una carta vincente: sano divertimento da buddy movie, una parodia irresistibile delle tipiche dinamiche narrative da fantasy, un elogio commovente della fratellanza che va di pari passo con la simpatia verso il mondo nerd e l'identificazione con i perdenti. Meno poesia, forse, più "freakness" e stravaganza. Al cinema
Il rischio è di archiviarlo in maniera frettolosa per essere il film Pixar più rinviato a data da destinarsi di sempre, e per essere meno complesso e stratificato dei precedenti. Ma, in questo caso, la semplicità è una carta vincente: sano divertimento da buddy movie, una parodia irresistibile delle tipiche dinamiche narrative da fantasy, un elogio commovente della fratellanza che va di pari passo con la simpatia verso il mondo nerd e l'identificazione con i perdenti. Meno poesia, forse, più "freakness" e stravaganza. Al cinema
2 - Volevo nascondermi - Giorgio Diritti (voto 8)
Un biopic libero, anti-televisivo, suggestivo e immaginifico del pittore e scultore naif Antonio Ligabue, interpretato da un Elio Germano irriconoscibile e di bravura straripante. Un'opera ritagliata soprattutto sui contorni eclettici e multiformi di una prova d'attore persino difficile da contenere. Ma Diritti è interessato anche al racconto di un universo rurale e contadino diviso tra genio e disperazione, al rapporto conflittuale tra arte e disgrazia, al filo rosso che lega follia e atto creativo. Al cinema
Un biopic libero, anti-televisivo, suggestivo e immaginifico del pittore e scultore naif Antonio Ligabue, interpretato da un Elio Germano irriconoscibile e di bravura straripante. Un'opera ritagliata soprattutto sui contorni eclettici e multiformi di una prova d'attore persino difficile da contenere. Ma Diritti è interessato anche al racconto di un universo rurale e contadino diviso tra genio e disperazione, al rapporto conflittuale tra arte e disgrazia, al filo rosso che lega follia e atto creativo. Al cinema
1 - Il re di Staten Island - Judd Apatow (voto 9)
Maschi, tardo-adolescenti, profondamente buoni, potenzialmente eroi. Apatow, alla prova del nove della sua idea di cinema, realizza il film meno divertente e più profondo, politico e poetico della sua carriera: la scelta di non crescere è un atto di ribellione quotidiano, di non omologazione in un Occidente orfano di riferimenti e ideologie, e in un mondo che offre sempre meno possibilità. E allora non ci resta altro che guardare in alto, verso il cielo, laddove una volta c'erano simboli che oggi non ci sono più, per immaginare un posto in cui il nostro modo d'essere trova finalmente una conciliazione. Al cinema
sabato 11 luglio 2020
Top 5: Luglio 2020
5 - Honey Boy - Alma Har'el (voto 7)
Autobiografia di Shia LaBeouf, attore eclettico e un po' matto, all'insegna di un un'infanzia divisa tra il ruolo di bimbo prodigio per l'industria di Hollywood e la convivenza con un padre ingombrante, alcolizzato e ingestibile. Ed è proprio Shia a interpretare il ruolo paterno, in un cortocircuito metatestuale emotivamente efficace, seppur realizzato con tutti i luoghi comuni del cinema indie americano, di cui lo stesso LaBeouf è ormai uno degli esponenti più furbetti. Al cinema
4 - Sotto il sole di Riccione - YouNuts! (voto 7)
Un'impeccabile attualizzazione vanziniana del cult Sapore di mare, indirizzata alla generazione di ventenni di oggi, senz'altro lontana dalla profondità psicologica della serie Skam Italia, ma in grado di replicare con intelligenza le esili avventure sentimentali che caratterizzano le estati al mare. Ottimo ritmo, giovani attori simpatici (su tutti, Lorenzo Zurzolo e Ludovica Martino), una dichiarazione d'affetto nei confronti di un cinema vacanziero, senza pretese, ma di cui non si può fare a meno. Su Netflix
3 - L'hotel degli amori smarriti - Christophe Honoré (voto 7)
Cinema francese intellettualissimo, un po' snob, certamente ironico e radical-chic: una Chiara Mastroianni bravissima e sexy-matura è una moglie libertina e favorevole al tradimento che, nella stanza di una camera d'albergo, ripensa alle traiettorie dell'esistenza che determinano il presente. Tra sogno e realtà, il gioco delle coppie si tramuta nello specchio dei desideri e dei rimpianti che accompagnano le relazioni e le vite di ciascuno di noi. Onirico e dolceamaro. Al cinema
2 - Lontano lontano - Gianni Di Gregorio (voto 8)
Un altro piccolo e delizioso capolavoro di Di Gregorio, che riflette con tenerezza e umorismo su un'età pensionabile alla ricerca di nuove motivazioni. Tre protagonisti meravigliosi nel ruolo di tre personaggi commoventi, consapevoli che indietro non si può tornare e che il futuro non riserverà grandi sorpresi, ma ancora abbastanza vitali per farsi illudere. Un film sull'amicizia e sulla solidarietà maschile, che diventa inevitabilmente un affettuoso abbraccio al compianto Ennio Fantastichini. Disponibile su Rai Play e al cinema
Dopo un decennio in cui il genere demenziale sembrava essersi seppellito, ecco il fuoco d'artificio che non t'aspetti. Will Ferrell torna nei panni di un amabile coglione, come nei suoi cult dei gloriosi anni Zero; Rachel McAdams lo segue con fedele idiozia, confermandosi una delle attrici più belle ed eclettiche di Hollywood: il copione è incredibile, assurdo, e con sana irriverenza si fa beffa degli stereotipi più diffusi sui popoli europei, usando come pretesto uno show musicale folkloristico e di dubbio gusto artistico ed estetico. Su Netflix
venerdì 5 giugno 2020
Top Ten: Classifica Primo Semestre 2020
10 - Magari - Ginevra Elkann
5 - Richard Jewell - Clint Eastwood
Un atto d'accusa nei confronti del sistema comunicativo e investigativo degli Stati Uniti d'America, un Paese non all'altezza dei propri valori costituzionali. Le analisi politiche del 90enne Eastwood si dimostrano ancora una volta la miglior autocritica possibile, prendendo le parti di un individuo fragile e onesto, devastato proprio da quei valori e da quelle istituzioni che lo hanno formato e che lo hanno illuso di vivere in un mondo giusto e imparziale. Lode a te, Clint. Disponibile On Demand
Sulla carta, una visione un po' radical chic: una regista ricca e borghese che ricorda in maniera poco mascherata se stessa e la sua infanzia, un contesto familiare disfunzionale, la solita nostalgia per i feticci degli anni Ottanta. Eppure il film è delicato, malinconico, a tratti commovente, e Ginevra sembra piuttosto un erede di Rohmer e una parente stretta di Mia Hansen Love: innamoramenti, piccoli traumi, la speranza di riavere insieme i propri genitori. Cose semplici, raccontate bene. Disponibile su Rai Play
9 - Ultras - Francesco Lettieri
Il distacco graduale di un capotifoso dal branco in cui è cresciuto: Lettieri sottolinea la difficoltà di divorziare da un contesto in cui non esiste l'accesso a strade alternative e vie di fuga. E, con uno stile estetizzante e un approccio documentaristico, fotografa una Napoli poco vista, avvolgente e tormentata, sfruttando nel modo migliore la colonna sonora di Liberato. Realizzando una pellicola cruda e potente, capace di descrivere un fenomeno locale con un linguaggio universale. Disponibile su Netflix
Il distacco graduale di un capotifoso dal branco in cui è cresciuto: Lettieri sottolinea la difficoltà di divorziare da un contesto in cui non esiste l'accesso a strade alternative e vie di fuga. E, con uno stile estetizzante e un approccio documentaristico, fotografa una Napoli poco vista, avvolgente e tormentata, sfruttando nel modo migliore la colonna sonora di Liberato. Realizzando una pellicola cruda e potente, capace di descrivere un fenomeno locale con un linguaggio universale. Disponibile su Netflix
8 - Tornare a vincere - Gavin O'Connor
Ben Affleck sempre più grosso, alcolizzato, nel ruolo di un ex giocatore di basket separato che accetta con poca convinzione il compito di allenare una squadra delle superiori. Ballad americana sul fallimento e sul riscatto, dall'incedere classico e formalmente ineccepibile, che riesce a smussare ogni tentazione di retorica e a muoversi tra piccole storie di provincia al servizio di un protagonista mai così in parte, in grado di fare del suo corpo sfatto e deteriorato il tiro vincente. Disponibile On Demand
Ben Affleck sempre più grosso, alcolizzato, nel ruolo di un ex giocatore di basket separato che accetta con poca convinzione il compito di allenare una squadra delle superiori. Ballad americana sul fallimento e sul riscatto, dall'incedere classico e formalmente ineccepibile, che riesce a smussare ogni tentazione di retorica e a muoversi tra piccole storie di provincia al servizio di un protagonista mai così in parte, in grado di fare del suo corpo sfatto e deteriorato il tiro vincente. Disponibile On Demand
7 - Jojo Rabbit - Taika Waititi
Senza replicare un'ennesima lezione di storia in maniera prevedibile e conservatrice, Waititi dirige una tragicommedia originale e stravagante, in equilibrio tra l'orrore del contesto e un gioioso cazzeggio che non appare fuori luogo, ma risulta una chiave di lettura alternativa per fuggire ai drammi dell'esistenza. E i primi venti minuti meritano i paragoni con la sana demenzialità di Mel Brooks e l'ironia stilizzata del miglior Wes Anderson. Forse didattico, senz'altro efficace. Disponibile On Demand
Senza replicare un'ennesima lezione di storia in maniera prevedibile e conservatrice, Waititi dirige una tragicommedia originale e stravagante, in equilibrio tra l'orrore del contesto e un gioioso cazzeggio che non appare fuori luogo, ma risulta una chiave di lettura alternativa per fuggire ai drammi dell'esistenza. E i primi venti minuti meritano i paragoni con la sana demenzialità di Mel Brooks e l'ironia stilizzata del miglior Wes Anderson. Forse didattico, senz'altro efficace. Disponibile On Demand
6 - Dragged Across Concrete - S. Craig Zahler
Un buddy movie destrutturato, che si addentra lentamente nelle viscere di un impianto noir disperato e pessimista, dove una coppia di poliziotti sospesi e in difficoltà economica (Mel Gibson e Vince Vaughn, devastati e strepitosi), prova a contrastare una spietata banda di criminali, sottraendogli il bottino di una rapina in banca. Ecco l'unico cinema di destra di oggi: Zahler ha uno stile anti-hollywoodiano, violento, secco e senza consolazioni, in cui l'unica alternativa al denaro è la dissoluzione. Disponibile su Sky On Demand/Now Tv
Un buddy movie destrutturato, che si addentra lentamente nelle viscere di un impianto noir disperato e pessimista, dove una coppia di poliziotti sospesi e in difficoltà economica (Mel Gibson e Vince Vaughn, devastati e strepitosi), prova a contrastare una spietata banda di criminali, sottraendogli il bottino di una rapina in banca. Ecco l'unico cinema di destra di oggi: Zahler ha uno stile anti-hollywoodiano, violento, secco e senza consolazioni, in cui l'unica alternativa al denaro è la dissoluzione. Disponibile su Sky On Demand/Now Tv
5 - Richard Jewell - Clint Eastwood
Un atto d'accusa nei confronti del sistema comunicativo e investigativo degli Stati Uniti d'America, un Paese non all'altezza dei propri valori costituzionali. Le analisi politiche del 90enne Eastwood si dimostrano ancora una volta la miglior autocritica possibile, prendendo le parti di un individuo fragile e onesto, devastato proprio da quei valori e da quelle istituzioni che lo hanno formato e che lo hanno illuso di vivere in un mondo giusto e imparziale. Lode a te, Clint. Disponibile On Demand
4 - Sorry We Missed You - Ken Loach
Sempre più pessimista e disperato, Loach riposiziona la politica del suo cinema, rinunciando alla commedia proletaria e abbracciando un'essenzialità e una pulizia di sguardo finalizzate alla disamina delle conseguenze della società in cui viviamo, priva di tutele e di regole. La precarietà viene spacciata come un'opportunità, ma è una nuova forma di sfruttamento: le vittime sono gli affetti e i sentimenti. Lucido e dolente, il vecchio Ken è il vero autore necessario di oggi. Disponibile On Demand
Sempre più pessimista e disperato, Loach riposiziona la politica del suo cinema, rinunciando alla commedia proletaria e abbracciando un'essenzialità e una pulizia di sguardo finalizzate alla disamina delle conseguenze della società in cui viviamo, priva di tutele e di regole. La precarietà viene spacciata come un'opportunità, ma è una nuova forma di sfruttamento: le vittime sono gli affetti e i sentimenti. Lucido e dolente, il vecchio Ken è il vero autore necessario di oggi. Disponibile On Demand
3 - La ragazza d'autunno - Kantemir Balagov
Fortemente pittorico, un dramma storico che si concentra sulle conseguenze e sulle macerie emotive del conflitto: due protagoniste che reagiscono diversamente allo shock bellico, e si trovano ancora sperdute, spaesate, incapaci di ripartire e di ricostruire una Leningrado sfasciata, quanto di più vicino a un purgatorio esistenziale. Balagov si candida a diventare il cineasta russo di riferimento per i prossimi decenni: simbolico, immaginifico, virtuosistico, ma anche psicologico ed emozionante. Disponibile su Amazon Prime Video
Fortemente pittorico, un dramma storico che si concentra sulle conseguenze e sulle macerie emotive del conflitto: due protagoniste che reagiscono diversamente allo shock bellico, e si trovano ancora sperdute, spaesate, incapaci di ripartire e di ricostruire una Leningrado sfasciata, quanto di più vicino a un purgatorio esistenziale. Balagov si candida a diventare il cineasta russo di riferimento per i prossimi decenni: simbolico, immaginifico, virtuosistico, ma anche psicologico ed emozionante. Disponibile su Amazon Prime Video
2 - The Lighthouse - Robert Eggers
Un gioco al massacro irresistibile e autoironico, trascinato da un bianco e nero di folgorante bellezza e da una coppia di attori in stato di grazia (Willem Dafoe e Robert Pattinson): continui riferimenti alla mitologia marinara e alla letteratura più lisergica, e una rivisitazione originale di alcuni tra i più grandi momenti di cinema (da Shining a Gli uccelli). Ma la spina dorsale è un sentimento nichilista e di isolamento dal mondo connaturato allo sguardo di un cineasta che, dopo The Witch, sta rimodellando alcuni archetipi della narrativa più mistica e inquietante. Disponibile On Demand
Un gioco al massacro irresistibile e autoironico, trascinato da un bianco e nero di folgorante bellezza e da una coppia di attori in stato di grazia (Willem Dafoe e Robert Pattinson): continui riferimenti alla mitologia marinara e alla letteratura più lisergica, e una rivisitazione originale di alcuni tra i più grandi momenti di cinema (da Shining a Gli uccelli). Ma la spina dorsale è un sentimento nichilista e di isolamento dal mondo connaturato allo sguardo di un cineasta che, dopo The Witch, sta rimodellando alcuni archetipi della narrativa più mistica e inquietante. Disponibile On Demand
1 - Diamanti grezzi - Benny e Josh Safdie
Il ritorno sontuoso di Adam Sandler all'ironia cinica e d'autore, con un personaggio disperato e vero, un perdente nato che cerca di dimostrare di conoscere le squallide regole di sopravvivenza, ma rimane vittima della cattiveria di un mondo crudele e disgraziato. L'America di oggi dei Safdie è figlia degli sconfitti di Scorsese e della stupidità dei Coen: una società ancora più marcia, fasulla e arrogante, disabituata a riconoscere il valore effettivo dei beni da cui è circondata, che confonde soddisfazione personale con possesso e ricchezza. Disponibile su Netflix
Il ritorno sontuoso di Adam Sandler all'ironia cinica e d'autore, con un personaggio disperato e vero, un perdente nato che cerca di dimostrare di conoscere le squallide regole di sopravvivenza, ma rimane vittima della cattiveria di un mondo crudele e disgraziato. L'America di oggi dei Safdie è figlia degli sconfitti di Scorsese e della stupidità dei Coen: una società ancora più marcia, fasulla e arrogante, disabituata a riconoscere il valore effettivo dei beni da cui è circondata, che confonde soddisfazione personale con possesso e ricchezza. Disponibile su Netflix
martedì 19 maggio 2020
Top 5: Maggio 2020
5 - Figli - Giuseppe Bonito (voto 7)
Il film appartiene soprattutto allo sceneggiatore Mattia Torre (Boris, La linea verticale), scomparso nel 2019 a soli 47 anni. Ed è una delle commedie italiane recenti meglio scritte: battute al vetriolo, un sano sarcasmo che riesce a non eccedere in cinismo ma è utile per descrivere una condizione famigliare medio-borghese sempre più in difficoltà. Scontri generazionali e crisi di coppia affrontate con la giusta misura, senza piagnistei, con cura e sensibilità. Disponibile On Demand
4 - Tornare - Cristina Comencini (voto 7)
Accolto con troppa diffidenza, in realtà è uno dei film più riusciti della regista. Un melodramma femminile psicanalitico che flirta con un impianto semi-horror ben confezionato, tra echi di Almodovar e un'ardita costruzione narrativa che sovrappone due differenti piani temporali. Un confronto con i luoghi e i fantasmi del passato, tra le suggestive cornici di Posillipo e del Circeo. Brava e dolente Giovanna Mezzogiorno, finalmente ritrovata. Disponibile On Demand
3 - Squatter - Olivier Abbou (voto 7)
Una delle molte produzioni francesi recenti disponibili su Netflix, che recuperano la grammatica e l'essenzialità dei b-movie. Questa è la più violenta e sgradevole, ma anche la più adatta a una lettura politica: come nei film di Jordan Peele, lo spunto ruota intorno a un conflitto di classi sociali irrimediabile e senza margini di compromesso. Ma la messa in scena è essenziale, e il thriller-horror viene riportato alla sua natura più fisica e irrazionale. Sangue e tensione, niente di più. Disponibile su Netflix
2 - Favolacce - Damiano e Fabio D'Innocenzo (voto 8)
Seconda prova dei fratelli D'Innocenzo, vincitrice a Berlino del premio per la sceneggiatura. Un ritratto feroce, pessimista e stilizzato dell'impoverimento culturale e morale della piccola borghesia italiana, con uno sguardo più autentico e originale rispetto a La terra dell'abbastanza. Il punto di vista dei bambini è la scelta vincente, piccoli ribelli nichilisti in una società che affoga nell'invidia, nella meschinità e nella disperazione. Il tono dark è in perfetta simbiosi con il titolo. Disponibile On Demand
1 - Tornare a vincere - Gavin O'Connor (voto 8)
Ben Affleck sempre più grosso e alcolizzato, nel ruolo di un ex giocatore di basket separato che accetta con poca convinzione il compito di allenare una squadra delle superiori. Classica ballad americana sul fallimento e sul riscatto, impreziosita dalla regia di O'Connor, che riesce a smussare ogni eccesso di retorica e a emozionare con una confezione impeccabile, muovendosi tra piccole storie di provincia al servizio di un protagonista che fa del suo corpo deteriorato il tiro vincente. Disponibile On Demand
Il film appartiene soprattutto allo sceneggiatore Mattia Torre (Boris, La linea verticale), scomparso nel 2019 a soli 47 anni. Ed è una delle commedie italiane recenti meglio scritte: battute al vetriolo, un sano sarcasmo che riesce a non eccedere in cinismo ma è utile per descrivere una condizione famigliare medio-borghese sempre più in difficoltà. Scontri generazionali e crisi di coppia affrontate con la giusta misura, senza piagnistei, con cura e sensibilità. Disponibile On Demand
4 - Tornare - Cristina Comencini (voto 7)
Accolto con troppa diffidenza, in realtà è uno dei film più riusciti della regista. Un melodramma femminile psicanalitico che flirta con un impianto semi-horror ben confezionato, tra echi di Almodovar e un'ardita costruzione narrativa che sovrappone due differenti piani temporali. Un confronto con i luoghi e i fantasmi del passato, tra le suggestive cornici di Posillipo e del Circeo. Brava e dolente Giovanna Mezzogiorno, finalmente ritrovata. Disponibile On Demand
3 - Squatter - Olivier Abbou (voto 7)
Una delle molte produzioni francesi recenti disponibili su Netflix, che recuperano la grammatica e l'essenzialità dei b-movie. Questa è la più violenta e sgradevole, ma anche la più adatta a una lettura politica: come nei film di Jordan Peele, lo spunto ruota intorno a un conflitto di classi sociali irrimediabile e senza margini di compromesso. Ma la messa in scena è essenziale, e il thriller-horror viene riportato alla sua natura più fisica e irrazionale. Sangue e tensione, niente di più. Disponibile su Netflix
2 - Favolacce - Damiano e Fabio D'Innocenzo (voto 8)
Seconda prova dei fratelli D'Innocenzo, vincitrice a Berlino del premio per la sceneggiatura. Un ritratto feroce, pessimista e stilizzato dell'impoverimento culturale e morale della piccola borghesia italiana, con uno sguardo più autentico e originale rispetto a La terra dell'abbastanza. Il punto di vista dei bambini è la scelta vincente, piccoli ribelli nichilisti in una società che affoga nell'invidia, nella meschinità e nella disperazione. Il tono dark è in perfetta simbiosi con il titolo. Disponibile On Demand
1 - Tornare a vincere - Gavin O'Connor (voto 8)
Ben Affleck sempre più grosso e alcolizzato, nel ruolo di un ex giocatore di basket separato che accetta con poca convinzione il compito di allenare una squadra delle superiori. Classica ballad americana sul fallimento e sul riscatto, impreziosita dalla regia di O'Connor, che riesce a smussare ogni eccesso di retorica e a emozionare con una confezione impeccabile, muovendosi tra piccole storie di provincia al servizio di un protagonista che fa del suo corpo deteriorato il tiro vincente. Disponibile On Demand
mercoledì 29 aprile 2020
Il Pagellone: David di Donatello 2020 - Miglior Film
Martin Eden - Pietro Marcello 9
Un protagonista che impersona l'ideale individualista che si svincola dal collettivismo socialista: solo contro tutti, alla ricerca di un mondo di cultura e istruzione che salvi gli uomini dalla gerarchizzazione economica e dalle ingiustizie. L'amore è un'illusione destinata a essere sconfitta dalla condanna di appartenere a un ruolo che non può sradicarsi dal proprio passato e dal contesto in cui si è cresciuti. Disperato, appassionato, senza etichette: in direzione ostinata e contraria.
Il traditore - Marco Bellocchio 8
Il traditore - Marco Bellocchio 8
Un punto di vista sulla mafia inedito e dinamico, che parte come un episodio di Narcos e si evolve in una tragicommedia processuale folgorante, un teatrino di maschere criminali che rappresenta un Paese in cui la forma mentis è intrinsecamente corrotta. Buscetta non è un eroe, né una vittima e neppure un pentito delinquente, ma soltanto un testimone senza patria che attraversa le ambiguità e le zone oscure di una redenzione impossibile.
La paranza dei bambini - Claudio Giovannesi 7
Una Napoli bellissima e sfasciata, un'educazione criminale rosseliniana, che si distanzia dagli obblighi dellle produzioni seriali confezionate. Giovannesi evita giudizi, soluzioni ricattatorie e moralismi, e fotografa una realtà violenta e contraddittoria, che evolve parallelamente alle mutazioni della società ma rimane impantanata nelle regole di un sistema delinquenziale che sembra immobile, inscalfibile. Rispetto al precedente Fiore, manca però la scintilla che fa esplodere l'emozione.
Pinocchio - Matteo Garrone 7
Rimanere fedele al testo di Carlo Collodi, realizzando un immaginario visivo che offra una nuova versione della fiaba più nota della letteratura italiana: una sfida per nulla facile, abbondantemente vinta. Non si verseranno lacrime e, forse, non rimarrà nella storia del cinema. Ma Garrone riporta il racconto alla verità e alla sua natura rurale, interessandosi all'umiltà e all'umanità dei personaggi, a cominciare da un affettuoso Geppetto interpretato da un grande Roberto Benigni.
Rimanere fedele al testo di Carlo Collodi, realizzando un immaginario visivo che offra una nuova versione della fiaba più nota della letteratura italiana: una sfida per nulla facile, abbondantemente vinta. Non si verseranno lacrime e, forse, non rimarrà nella storia del cinema. Ma Garrone riporta il racconto alla verità e alla sua natura rurale, interessandosi all'umiltà e all'umanità dei personaggi, a cominciare da un affettuoso Geppetto interpretato da un grande Roberto Benigni.
Il primo re - Matteo Rovere 4
Un brutto pasticcio all'amatriciana che mescola Revenant, Valhalla Rising, La passione di Cristo e Apocalypto. Sfondando abbondantemente le barriere del ridicolo involontario - a partire dall'utilizzo goffo e pretenzioso del proto latino - Rovere confonde il senso dell'epica con un'estetica calcata, una confezione pacchiana e location completamente sprecate, scordandosi di interessare lo spettatore. Un comparto tecnico di buon livello non salva un'operazione ambigua e senza un vero perché.
Un brutto pasticcio all'amatriciana che mescola Revenant, Valhalla Rising, La passione di Cristo e Apocalypto. Sfondando abbondantemente le barriere del ridicolo involontario - a partire dall'utilizzo goffo e pretenzioso del proto latino - Rovere confonde il senso dell'epica con un'estetica calcata, una confezione pacchiana e location completamente sprecate, scordandosi di interessare lo spettatore. Un comparto tecnico di buon livello non salva un'operazione ambigua e senza un vero perché.
martedì 28 aprile 2020
Top 5: Aprile 2020
5 - La lotta per la sopravvivenza - Patrice Lalibertè (voto 7)
Un esordio che non ha nulla a che vedere con virus mortali, ma che affronta un tema estremamente attuale: l'utilizzo delle armi da fuoco. L'ossessione per la sicurezza personale è presente anche quando il nemico da affrontare è invisibile. Un bel film di genere da vedere in periodo di pandemia: una visione breve (dura meno di un'ora e mezza), tesa, avvincente, efficace, ideale per chi si sente orfano di un bel thriller da gustare nel buio della sale. Disponibile su Netflix
Un esordio che non ha nulla a che vedere con virus mortali, ma che affronta un tema estremamente attuale: l'utilizzo delle armi da fuoco. L'ossessione per la sicurezza personale è presente anche quando il nemico da affrontare è invisibile. Un bel film di genere da vedere in periodo di pandemia: una visione breve (dura meno di un'ora e mezza), tesa, avvincente, efficace, ideale per chi si sente orfano di un bel thriller da gustare nel buio della sale. Disponibile su Netflix
4 - Bombshell - La voce dello scandalo - Jay Roach (voto 8)
Il movimento #metoo ha il suo primo manifesto cinematografico dell'era post-Weinstein. Una riflessione sul rapporto tra l'identità femminile e il sistema di idee e valori repubblicano in cui le tre biondissime e bravissime protagoniste (Kidman, Theron, Robbie), culturalmente di destra, sono cresciute. Ritmo e ironia al servizio di un confronto serio ma non retorico sul femminismo e sulle parità di genere. Ottima regia, tra la ricerca documentaria e il modernariato pop. Disponibile su Amazon Prime Video
Il movimento #metoo ha il suo primo manifesto cinematografico dell'era post-Weinstein. Una riflessione sul rapporto tra l'identità femminile e il sistema di idee e valori repubblicano in cui le tre biondissime e bravissime protagoniste (Kidman, Theron, Robbie), culturalmente di destra, sono cresciute. Ritmo e ironia al servizio di un confronto serio ma non retorico sul femminismo e sulle parità di genere. Ottima regia, tra la ricerca documentaria e il modernariato pop. Disponibile su Amazon Prime Video
3 - Eighth Grade - Bo Burnham (voto 8)
Ritratto di una tredicenne di oggi, dal fisico sgraziato e acerbo, poco incline ai rapporti sociali, ma a suo agio con i social network e l'opportunità di costruire un'altra sé, in forma virtuale. In pratica, l'aggiornamento di Fuga dalla scuola media di Todd Solondz. Illusioni e frustrazioni vengono vissute quasi sempre a distanza, dietro la freddezza di uno schermo. Sullo sfondo, la descrizione di un'America di provincia abbandonata, che non può offrire grandi stimoli. Disponibile su Netflix
Ritratto di una tredicenne di oggi, dal fisico sgraziato e acerbo, poco incline ai rapporti sociali, ma a suo agio con i social network e l'opportunità di costruire un'altra sé, in forma virtuale. In pratica, l'aggiornamento di Fuga dalla scuola media di Todd Solondz. Illusioni e frustrazioni vengono vissute quasi sempre a distanza, dietro la freddezza di uno schermo. Sullo sfondo, la descrizione di un'America di provincia abbandonata, che non può offrire grandi stimoli. Disponibile su Netflix
2 - Jessica Forever - Caroline Poggi, Jonathan Vinel (voto 8)
Spiazzante e originalissimo sci-fi d'autore, in cui un gruppo di orfani violenti e dal carattere incontrollabile trova una ragione d'esistenza nell'adulazione per una figura femminile misteriosa, che li coordina e li addestra per combattere un esercito robotizzato che vuole eliminarli. Scenario apocalittico, messa in scena scarna ed essenziale, piccole trovate folgoranti: un oggetto non sempre comprensibile ma affascinante, capace di rappresentare la confusione esistenziale del nostro presente. Disponibile su Amazon Prime Video
Spiazzante e originalissimo sci-fi d'autore, in cui un gruppo di orfani violenti e dal carattere incontrollabile trova una ragione d'esistenza nell'adulazione per una figura femminile misteriosa, che li coordina e li addestra per combattere un esercito robotizzato che vuole eliminarli. Scenario apocalittico, messa in scena scarna ed essenziale, piccole trovate folgoranti: un oggetto non sempre comprensibile ma affascinante, capace di rappresentare la confusione esistenziale del nostro presente. Disponibile su Amazon Prime Video
1 - Dragged Across Concrete - S. Craig Zahler (voto 8)
Un buddy movie destrutturato, che si addentra lentamente nelle viscere di un impianto noir cupissimo, disperato e pessimista, dove una coppia di poliziotti sospesi e in difficoltà economica (Vince Vaughn e Mel Gibson, devastati e strepitosi), prova a contrastare una spietata banda di criminali, sottraendogli il bottino di una rapina in banca. Zahler è politicamente ambiguo, ma è un cineasta con uno stile riconoscibile e anti-hollywoodiano, violento e senza consolazioni, capace di lunghe sequenze che conducono alla dissoluzione. Disponibile su Sky
Un buddy movie destrutturato, che si addentra lentamente nelle viscere di un impianto noir cupissimo, disperato e pessimista, dove una coppia di poliziotti sospesi e in difficoltà economica (Vince Vaughn e Mel Gibson, devastati e strepitosi), prova a contrastare una spietata banda di criminali, sottraendogli il bottino di una rapina in banca. Zahler è politicamente ambiguo, ma è un cineasta con uno stile riconoscibile e anti-hollywoodiano, violento e senza consolazioni, capace di lunghe sequenze che conducono alla dissoluzione. Disponibile su Sky
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