giovedì 24 gennaio 2019

Oscar 2019: Miglior Film

Roma - Alfonso Cuaron 9
Il film della vita di uno dei registi più eclettici di oggi, un magniloquente specchietto retrovisore su una famiglia altoborghese di Città del Messico nel 1970, dove due donne di classi sociali diverse si ritrovano abbandonate e mamme, mentre sullo sfondo si consumano gli omicidi dei militari sui manifestanti dei movimenti studenteschi. Un'opera di estetica magnifica e impareggiabile, tecnica e cuore in sintonia miracolosa. Roots Bloody Roots.

BlacKkKlansman - Spike Lee 8
La storia vera di Ron Stallworth, detective nero che s'infiltra nel Ku Klux Klan fingendo al telefono una voce da bianco, è raccontata con toni da commedia poliziesca, tra la bromance e lo spy movie, ed è infarcita di colori e citazioni, umori e musiche che hanno formato la cultura di Spike Lee. Elegante e leggero, ovviamente politico e attualissimo: i riferimenti ai populismi di estrema destra di oggi non sono puramente casuali. Ed è anche una grande sceneggiatura sul camuffamento.

Green Book - Peter Farrelly 8
Il buddy movie è servito in maniera più disneyana che farrellyana: piacione e trasversale, adatto per accontentare i gusti di tutti. L'America vintage ritratta è un po' da favola e la confezione è edificante e politicamente corretta, soprattutto per chi in passato ha diretto Tutti pazzi per Mary. Ma è impossibile rimproverare ulteriori difetti: gli interpreti sono grandiosi, i dialoghi molto buoni e il tono non è mai troppo retorico e didattico ma garbato e accattivante. E poi c'è la mia adorata Linda Cardellini.

A Star is Born - Bradley Cooper 7
Un pugno di canzoni bellissime che spaziano dalla ballata rock springsteeniana al pop di plastica, una diva priva di trucco e parrucco combattuta tra il fuoco del successo e l'amore irrazionale, e soprattutto un Bradley Cooper in versione alcolizzata, barcollante e derelitta che innamorandosi si spegne lentamente. Un prodotto commerciale straordinario, un film a due facce meno rassicurante di quanto possa apparire: nessuna donna ha il potere di sostituire il demone dell'alcol. 

Bohemian Rhapsody - Bryan Singer 7
Freddie Mercury raccontato come un supereroe, senza uno sguardo autoriale e con la morte fuori campo: il genio e la sregolatezza, l'omosessualità e la trasgressione, la vanità del personaggio e la sensibilità dell'artista. Rami Malek è una furia istrionica e fragile, si divora ogni scena con una prova di mostruosa mimetica, aderenza fisica e trasporto emotivo. E negli ultimi venti minuti di concerto di fronte a 72.000 spettatori chiunque nella vita sia andato a "scuola di rock" fatica a non commuoversi.

Vice - Adam McKay 7
Brillante ricostruzione dell'ascesa al potere di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti nell'era di Bush Jr., responsabile della nefasta e guerrafondaia politica estera del Paese: McKay insegue disperatamente uno stile originale e sarcastico, influenzato persino da Sorrentino, ma la sua riflessione sulla supremazia a stelle e strisce graffia in maniera troppo generica, confondendo linee temporali e accumulando episodi e personaggi. Certo, il cast è da fenomeni (Bale, Rockwell, Adams).

Black Panther - Ryan Coogler 6
Al di là degli effettivi meriti cinematografici, è il blockbuster di cui gli Academy Awards avevano bisogno in questo momento storico: un cinefumetto che celebra l'ideale del panafricanismo nell'era di Donald Trump. Divertente e stupidotto, addirittura pacchiano negli aspetti tecnici, sfiora qualche riflessione semiseria sulle responsabilità di un leader senza avere però il coraggio di approfondire i lati oscuri. La commistione tra epica shakespeariana e folklore afro, tutto sommato, è riuscita.

La favorita - Yorgos Lanthimos 5
Il film più irritante di Lanthimos, tanto manierista nella messa in scena quanto vuoto nei contenuti: un triangolo femminile morboso e perverso, che non aggiunge alcunché ai temi consumati delle regole della seduzione e dei meccanismi del potere. Storico senza un accenno di storia, lesbo-erotico senza esplicitarlo, è un romanzetto rosa e teatrale che si serve di un terzetto di attrici concitate e sopra le righe. Un autentico midcult, un Harmony per radical-chic nell'epoca delle Cinquanta Sfumature.




venerdì 4 gennaio 2019

Top 5: Gennaio 2019

5 - Vice - Adam McKay (voto 7)
Brillante ricostruzione dell'ascesa al potere di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti nell'era di Bush Jr., responsabile della nefasta e guerrafondaia politica estera del Paese: McKay insegue disperatamente uno stile originale e sarcastico, influenzato persino da Il divo di Paolo Sorrentino, ma la sua riflessione sulla supremazia a stelle e strisce graffia in maniera troppo generica, confondendo linee temporali e accumulando episodi e personaggi. Lo aiuta però un cast di fenomeni (Christian Bale, Sam Rockwell, Amy Adams).

4 - Maria Regina di Scozia - Josie Rourke (voto 7)
I libri di storia ci hanno sempre raccontato un'ostilità viscerale tra Maria Stuarda e la cugina Elisabetta, l'opera prima della Rourke invece rilegge gli eventi in chiave femminista, soffermandosi sull'empatia e sulla solidarietà che s'instaurano tra le due. Narrazione un po' prevedibile, regia molto classica, ma le prove di Saoirse Ronan e Margot Robbie sono straordinarie: l'attrice australiana, in particolare, è protagonista di un "imbruttimento" che lascia increduli. 

3 - Il gioco delle coppie - Olivier Assayas (voto 7)
La fruizione della letteratura è destinata a perdere valore con l'economia digitale? La graduale scomparsa del supporto fisico è un destino da cui nessuno può scampare? Assayas sviluppa ulteriormente i temi del cambiamento tecnologico già affrontati nei precedenti Sils Maria e Personal Shopper, ma questa volta attraverso i toni della commedia alleniana trasferita in ambiente "bobo" parigino. Il motore comico è Vincent Macaigne, scrittore autoreferenziale buffo e stempiatissimo.

2 - La notte dei 12 anni - Alvaro Brechner (voto 7)
Film carcerario atipico, irregolare sulla drammatica lotta per la sopravvivenza di tre combattenti rivoluzionari Tupamaros durante la dittatura militare uruguayana degli anni Settanta. Tra di loro c'era anche il futuro presidente Pepe Mujica. Il regista Brechner lascia spazio all'impegno e all'indignazione soltanto nel finale e si concentra sulla resistenza fisica e sulla forza di volontà dei protagonisti, sospinti dagli ideali e dall'immaginazione.

1 - Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità - Julian Schnabel (voto 8)
Un film sul pittore Vincent van Gogh (grande Willem Dafoe), e non propriamente un biopic sulla sua vita: Schnabel è a suo agio con le visioni e le ispirazioni che hanno attraversato l'artista durante le fasi della sua creazione. Il risultato è un trip immaginifico, che restituisce tutta la poetica, la disperazione e la fragilità vangogghiana. Bellissime alcune soggettive che immergono nelle sensazioni del protagonista in estasi dinanzi alle meraviglie della natura, a livello oculare ed epidermico.





martedì 1 gennaio 2019

Top 10 Attori Preferiti - New Era

10 - Russell Crowe - Wellington, 1964 -4
Proprio lui. Non è soltanto un gladiatore, dentro e fuori dal set, ma anche una splendida icona maschile tutta d'un pezzo, ultima a morire; ricordiamolo soprattutto in Insider di Michael Mann, Master & Commander di Peter Weir, Cinderella Man di Ron Howard. Anche nei film meno riusciti, è uno spettacolare connubio di fragilità e durezze.

9 - Bradley Cooper - Filadelfia, 1975 NE
Non è più tempo di notti da leoni, Bradley ormai è uno degli attori di Hollywood più importanti di questo periodo storico: Il lato positivo lo ha rivelato come ottimo interprete, e con il tempo è riuscito a staccarsi l'etichetta di belloccio. Lo trovo straordinario anche in Come un tuono di Derek Cianfrance, mentre il pubblico di tutto il mondo lo ha consacrato come divo grazie alla sua rockstar derelitta di A Star is Born. 

8 - Vince Vaughn - Minneapolis, 1970 -3
Vorrei che fosse un mio amico, andare allo stadio con lui, prendermi una sbronza con lui dopo una delusione sentimentale, divertirmi e fare un po' di pazzie. Con quella faccia da simpatico bonaccione può fare tutti i ruoli comici che vuole: però io lo amo già dai tempi di Psycho, perché rifare così Norman Bates è da fuoriclasse. E ora si è reinventato una carriera da duro grazie ai cazzutissimi film di S. Craig Zahler, Cell Block 99 e Dragged Across Concrete.

7 - Casey Affleck - Falmouth, 1975 NE
Mi si è rivelato dodici anni fa con quel crepuscolare e meraviglioso western di L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Non avevo ancora visto Gerry di Gus Van Sant: che botta. Quella di Manchester by the Sea è una delle più grandi interpretazioni maschili e drammatiche degli ultimi anni, ed è superlativo anche in Storia di un fantasma dove recita avvolto in un lenzuolo bianco. Fratello di Ben, uno degli attori meno espressivi della storia del cinema. 

6 - Matthew McConaughey - Uvalde, 1969 +3
E pensare che a inizio carriera lo avrei messo nella chart degli attori più scarsi e insopportabili. Poi, Matthew ha deciso inaspettatamente di svoltare: basta commedie idiote, ruoli ruvidi grazie a cui sta scalando posizioni per garantirsi un posto nell'immortalità: Killer Joe, Magic Mike, Mud, The Wolf of Wall Street. E ovviamente il Rust Cohle di True Detective, tra i personaggi più clamorosi e iconici di questo decennio. Lo vedremo in The Beach Bum di Harmony Korine.

5 - Vincent Cassel - Parigi, 1966 -1
Il figlio di papà delle banlieue. Anticonformista, ribelle, implacabile seduttore: Vincent Cassel è un punto di riferimento per ogni uomo, nessuno escluso. Attore versatile e mai convenzionale: grazie a L'odio divenne immediatamente un simbolo, ma in Irreversible di Gaspar Noé e in Black Swan di Darren Aronofsky mostra a noi terrestri che cosa sia il lato oscuro su questo pianeta. Memorabile nel dittico sul gangster Jacques Mesrine Nemico pubblico N.1.

4 - Joaquin Phoenix - San Juan, 1974 -2
Si tratta indubbiamente dell'attore più bravo del nuovo millennio: Walk the Line, I padroni della notte, Two Lovers, The Master, Vizio di forma, l'imminente e commovente western I fratelli Sisters. Le ferite e le ossessioni di Joaquin sono le nostre: nessuno meglio di lui è capace di comunicare i demoni che abitano dentro di noi. Come Johnny Cash, nessuno sceglie il proprio amore: è una malattia non volontaria.

3 - Tom Cruise - Syracuse, 1962 =
Come Renée Zellweger, a me Tom aveva già convinto al ciao. Quel suo sorriso da eterno ventenne degli anni Ottanta lo si ama oppure lo si odia: beh, io ci sono cresciuto, senza di quello probabilmente mi sarei scelto altri interessi e altri passioni. Forse avrei raggiunto più traguardi, chissà. Ai critici faccio comunque una lista di alcuni registi che hanno lavorato con lui e per lui: Stanley Kubrick, Michael Mann, Brian De Palma, Paul Thomas Anderson, Steven Spielberg, Oliver Stone.

2 - Michael Fassbender - Heidelberg, 1977 NE
Lo scoprii in Bastardi senza gloria di Tarantino: da quel momento, il mio approccio al cinema non è più stato lo stesso. Se c'è Fassbender, quel film lo guardo. La vera icona maschile di questo decennio: Shame, A Dangerous Method, The Counselor, e soprattutto la straordinaria performance di Steve Jobs, in cui è riuscito a rendere straordinariamente affascinante un individuo che avevo sempre detestato. Le sfumature tormentate lo rendono davvero un attore e un pezzo di maschio unico.

1 - Colin Farrell - Castleknock, 1976 =
Per me Colin Farrell è una fede, una ragione per sopravvivere. Come la birra Guinness, Bruce Springsteen, il Milan. Mi rendo conto che la mia valutazione nei suoi confronti sia priva di obiettività: chissenefrega. Viva il cinema e viva i suoi idoli, viva i poster da appendere alle pareti, viva gli uomini che sanno rialzarsi dalle cadute. Ci basta la sua faccia - e come dice un caro amico, è sempre una questione di facce - per continuare a correre.




sabato 29 dicembre 2018

Top 10 Attori Italiani Preferiti - New Era

10 - Valerio Mastandrea - Roma, 1972 -7
Inarrivabile in Non pensarci e ne La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi. Si rivelò poco più che ventenne con il semi-cult generazionale Tutti giù per terra di Davide Ferrario, da riscoprire. Spesso in bilico tra ironia e malinconia, si è fatto apprezzare anche in ruoli "borgatari" come ne L'odore della notte di Caligari e in Velocità massima di Vicari. Purtroppo, ha fallito clamorosamente il suo esordio da regista con il pessimo Ride.

9 - Giuseppe Battiston - Udine, 1968 -3
In coppia con Mastandrea proprio nei film di Zanasi sopra citati ha raggiunto apici interpretativi di puro genio. Nella sua densa filmografia l'ho amato anche in A casa nostra di Francesca Comencini e ne La giusta distanza di Carlo Mazzacurati. Negli ultimi anni ha partecipato a simpatici film ambientati nel profondo Nord-Est come Zoran, il mio nipote scemo e Finché c'è prosecco c'è speranza. Rischia, qualche volta, di essere un po' limitato dal suo personaggio.

8 - Kim Rossi Stuart - Roma, 1969 -3
Se fosse nato negli Stati Uniti o si fosse trasferito a Hollywood sarebbe considerato un sex symbol alla pari di Brad Pitt e Leonardo DiCaprio. Forse addirittura troppo bello per il cinema italiano: uno dei pochi che è riuscito a rendere giustizia al suo talento è Michele Placido, che gli ha offerto i ruoli perfetti per lui nei gangster movie Romanzo criminale e Vallanzasca. E ha svelato anche sfumature struggenti nel bellissimo Le chiavi di casa di Gianni Amelio.

7 - Alessandro Gassmann - Roma, 1965 +2
Figlio del grande Vittorio, ha dimostrato ormai di essere un attore eccellente: Il nome del figlio, Se Dio vuole e Beata ignoranza sono i titoli recenti che certificano il suo talento e la sua vis comica da simpatico cialtrone. Ma, in fondo, a noi che piace ridere, aveva già convinto in coppia con Gianmarco Tognazzi nei godibilissimi e sottovalutati Facciamo fiesta e Teste di cocco. Lo vedremo presto in Non ci resta che il crimine e in Croce e delizia.

6 - Fabrizio Bentivoglio - Milano, 1957 -5
Fatte le dovute proporzioni, è un po' il nostro Bill Murray o il nostro Jeff Bridges. Da Salvatores a Bellocchio, da Mazzacurati a Virzì, porta con sé sempre un po' di disillusione e fatalismo, amarezza e disincanto: basti pensare al magnifico professore di Scialla!, al cowboy fuori dal tempo de L'amico di famiglia, al mediocre arrivista de Il capitale umano. Peccato che prenda parte molto spesso a produzioni di bassa qualità (per esempio, i recenti e terrificanti Forever Young e Sconnessi).

5 - Luca Marinelli - Roma, 1984 NE
Sarò sincero, nei suoi esordi non mi era piaciuto per nulla: inadatto per La solitudine dei numeri primi e un po' patetico ne La grande bellezza. Mi sono dovuto ricredere dopo aver visto la sua esibizione di Un'emozione da poco di Anna Oxa in Lo chiamavano Jeeg Robot e, soprattutto, dopo il meraviglioso Ricordi? di Valerio Mieli, che ho adorato all'ultima Mostra di Venezia e la cui uscita è prevista per la prossima primavera.

4 - Riccardo Scamarcio - Andria, 1979 NE
Fino a pochi anni fa lo detestavo. Che cos'è successo? Boh, mi sembra che sia diventato il più bravo ad azzeccare ruoli adatti alle sue corde: il Sergio Morra di Loro, che ricalca l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, è memorabile e Sorrentino è riuscito nell'impresa di rendere funzionale la sua poca espressività. Sta intraprendendo un percorso attoriale intelligente: Pericle il nero, Euforia e Il testimone invisibile sono scelte per nulla facili e convenzionali.

3 - Alessandro Borghi - Roma, 1986 NE
Non mi aveva entusiasmato in Non essere cattivo e neppure in Suburra. Ma sull'interpretazione di Stefano Cucchi in Sulla mia pelle che cosa puoi dirgli? Scompare completamente dietro il fisico devastato e martoriato del suo personaggio: un'impresa attoriale estrema e che capita di vedere di rado, non soltanto in Italia. E allora, caro Alessandro, ti auguro un grande futuro, e mi sei piaciuto molto anche in The Place di Paolo Genovese.

2 - Stefano Accorsi - Bologna, 1971 +6
Gli voglio bene come a un fratello maggiore. Quando ero bambino per me era il teenager innamorato e fesso (Jack Frusciante), quando ero teenager per me era il trentenne simpatico e cazzone (L'ultimo bacio, Santa Maradona). Per il suo Freccia continuo a versare fiumi di lacrime. E negli ultimi anni ha raggiunto gli apici: Leonardo Notte di 1992 e 1993 è un personaggio geniale, il Ballerino di Veloce come il vento è semplicemente un mito.

1 - Toni Servillo - Afragola, 1959 +1
A un certo punto, qualcuno lo ha definito "il miglior attore del mondo". A volte, però, sembra troppo accademico; ciononostante, ha tenuto in piedi il cinema italiano d'inizio millennio e continua a farlo: tutto Sorrentino, Gomorra, La ragazza del lago, Il gioiellino, Viva la libertà. Ed è convincente anche come Silvio Berlusconi in Loro, nonostante sia molto più alto: la sola scena della telefonata alla sconosciuta vale l'intera carriera di attoruncoli senza genio e fantasia.




giovedì 27 dicembre 2018

Top 10 Attrici Italiane Preferite - New Era

10 - Valeria Solarino - Morro de Barcelona, 1978 -7
Nata in Venezuela, padre siciliano e madre torinese. Un mito per ogni liceale milanese che nel 2004 abbia amato il cult Fame chimica: il suo nudo frontale non si dimentica. Bellissima e molto brava ne La febbre di Alessandro D'Alatri e in Signorina Effe di Wilma Labate, ed è stata anche la pupa perfetta di Vallanzasca. Sicuramente non sfruttata in pieno, ha partecipato a molte produzioni poco incisive.

9 - Alba Rohrwacher - Firenze, 1979 -4
Una delle attrici tecnicamente più brave d'inizio millennio. Davvero memorabile la sua prova fisica ne La solitudine dei numeri primi, ma si era già fatta apprezzare in Io sono l'amore, Giorni e nuvole, L'uomo che verrà. Ed è anche tra le più eclettiche, perfetta sia in commedie corali come Perfetti sconosciuti che in drammi come Hungry Hearts. Negli ultimi anni, però, ha sbagliato molti film (Vergine giurata, Figlia mia, Troppa grazia).

8 - Linda Caridi - Milano, 1988 NE
Due soli film mi fanno puntare a occhi chiusi sul futuro di questa giovane attrice: Antonia. di Ferdinando Cito Filomarino, dove interpreta la poetessa Antonia Pozzi negli anni Trenta a Milano; e soprattutto il meraviglioso Ricordi? di Valerio Mieli, visto all'ultima Mostra di Venezia e la cui uscita è prevista per la prossima primavera, una raccolta di frammenti onirici, disarticolati e disomogenei di una storia d'amore. Rubando il cuore nostro e di Luca Marinelli.

7 - Sara Serraiocco - Pescara, 1990 NE
Rivelatasi con Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, mi ha convinto in modo particolare nel ruolo della giovane Testimone di Geova de La ragazza del mondo, combattuta tra rispetto delle regole religiose e istinti ormonali. Ha un viso perfetto per la ragazza semplice di cui è facile innamorarsi: se fossimo in America sarebbe già stata scritturata in diverse commedie sentimentali. Il cinema italiano sarà in grado di sfruttare il suo potenziale? Staremo a vedere.

6 - Matilda De Angelis - Bologna, 1995 NE
Tra le emergenti mi sembra la più lanciata: perfettamente a suo agio nel ruolo da Chloe Grace Moretz imolese nell'entusiasmante Veloce come il vento di Matteo Rovere, ma anche nel videoclip della battutissima Felicità puttana dei Thegiornalisti. In questo momento è il volto che rappresenta meglio la nuova gioventù, ma sarà in grado di maturare e diventare anche una grande attrice? Finora le premesse ci sono tutte.

5 - Matilda Lutz - Milano, 1991 NE
Attenzione, perché Matilda è già proiettata verso Hollywood. Papà americano, ha studiato recitazione a New York e si è subito conquistata il cuore degli amanti dell'horror come "scream girl" di The Ring 3 e come lolita cazzutissima e vendicativa di Revenge. L'estate addosso di Muccino e la serie I Medici hanno contribuito a far accrescere la sua popolarità. Il futuro è suo, non penso in Italia.

4 - Ilenia Pastorelli - Roma, 1985 NE
Può diventare "la dea dell'amore" del nostro cinema. Carlo Verdone, che ha un occhio sveglissimo per le attrici giovani e bellissime, lo ha capito subito e l'ha lanciata in Benedetta follia: peccato che il film non fosse un granché. Ma Ilenia sembra essersi già ben inserita ed è talmente bella e coatta che non avrà di sicuro problemi a ritagliarsi uno spazio importante. Di sicuro è molto simpatica. E la vedremo presto in Non ci resta che il crimine e in Brave ragazze.

3 - Miriam Leone - Catania, 1985 NE
Ex Miss Italia, la sua sconfinata bellezza rischia addirittura di limitare le buone capacità recitative. Non c'è dubbio che rispetto agli esordi sia diventata davvero molto brava: la Veronica Castello di 1992 e 1993 è un personaggio cult, ma è nella serie Non uccidere che ha dimostrato di avere talento, grinta e determinazione. Ne Il testimone invisibile ha avuto finalmente un ruolo considerevole anche sul grande schermo.

2 - Isabella Ragonese - Palermo, 1981 =
Bella e bravissima, semplice e autentica, mi ero preso proprio una cotta per lei dopo quel piccolo capolavoro sentimentale di Dieci inverni. Ha mantenuto le promesse, in parte: La sedia della felicità, Il giovane favoloso e Sole cuore amore sono bei film, ma le manca ancora il grande ruolo che riesca a fare breccia nel cuore di un pubblico più vasto. Non può certamente bastare Rocco Schiavone.

1 - Jasmine Trinca - Roma, 1981 =
Sarebbe sufficiente soltanto Miele di Valeria Golino: mai visto in Italia un personaggio femminile così audace e cazzuto, così fico. E lei è fica ma anche meravigliosamente brava: già dai tempi de La stanza del figlio sembrava di un livello superiore. Altri titoli rafforzano il primato indiscusso: Romanzo criminale di Placido, Un giorno devi andare di Diritti. Riesce a salvare dal fallimento persino Fortunata di Castellitto. Mi espongo: è diventata la nostra Kristen Stewart.



Top 10 Attrici Preferite - New Era

10 - Michelle Williams - Kalispell, 1980 =
Ai tempi di Dawson's Creek le preferivo Katie Holmes, oggi mi sembra assurdo. Poi Michelle si è rivelata in tutta la sua bravura e la sua malinconica bellezza. Tra le attrici drammatiche più intense degli ultimi anni: La terra dell'abbondanza, Io non sono qui, Blue Valentine, Take This Waltz, Manchester by the Sea. Dolce, elegante, bellissima: gran classe.

9 - Maggie Gyllenhaal - New York, 1977 NE
La pasionaria, la femminista, l'alternativa. Nessuna più di lei incarna la Hollywood che si batte per le cause buone e giuste. E non è un caso che scelga soltanto ruoli in cui rispecchiarsi in pieno: la pasticciera anarchica di Vero come la finzione mi ha fatto battere il cuore per la prima volta, dopo sono arrivate la prostituta emancipata della serie The Deuce e, di recente, la maestra poetessa di Lontano da qui.

8 - Margot Robbie - Dalby, 1990 NE
Pensavo fosse una Barbie, invece era un'attrice. E che attrice: la parte di Tonya vale l'intera carriera della maggior parte delle colleghe, perché nessuna aveva mai trasmesso con questa forza bellezza esteriore, disperazione sottopelle e abitudine allo squallore. Quentin Tarantino si è già innamorato di lei: sarà Sharon Tate nell'attesissimo Once Upon a Time in Hollywood. 

7 - Rachel McAdams - London, 1978 -3
Bionda, rossa o bruna, superficiale o nichilista, la amo da impazzire. Il primo a notarla fu il nostro Paolo Virzì per My name is Tanino: onore al merito. Quanti bei film: le commedie Morning Glory e Questione di tempo, Passion di De Palma, Midnight in Paris di Woody, il bollente mélo lesbo Disobedience. Ed è la devastante Ani Bezzerides della seconda stagione di True Detective. 

6 - Kristen Stewart - Los Angeles, 1990 =
Brava Kristen, dopo Twilight ti avevano già etichettata come una gattamorta inespressiva. E invece, hai fregato tutti: musa magnifica e contemporanea per Olivier Assayas nei capolavori Sils Maria e Personal Shopper, ma mi avevi già fatto esplodere il cuore in Adventureland e in Into the Wild. E pure in On the Road, dai. Anche il buon Woody ti adora: sei la luce del suo Café Society.

5 - Alicia Vikander - Goteborg, 1988 =
Deliziosa svedesina capace di far perdere la testa non soltanto a me ma anche a un certo Michael Fassbender. Il cyborg di Ex Machina non va più via, seducente e diabolico. Predilige il melodramma (The Danish Girl, La luce sugli oceani) ma veste i panni dell'acrobatica Lara Croft molto meglio di Angelina Jolie. Un incanto e al suo attivo ha già un Oscar.

4 - Keira Knightley - Teddington, 1985 -2
Amatissima oppure odiatissima. Io la adoro sconsideratamente da quando era teenager e tirava calci dietro a un pallone in Sognando Beckham. Molto eclettica, passa con disinvoltura dai ruoli in costume di Espiazione, Anna Karenina, Colette a quelli romantici di Love Actually e Tutto può cambiare. Ma è la sua Sabina Spielrein di A Dangerous Method che mi ha fatto perdere il lume della ragione.

3 - Natalie Portman - Gerusalemme, 1981 -2
Avevo quattordici anni e Padmé Amidala mi ha sbattuto in faccia il significato della parola amore, senza concedermi sconti. Per tanto tempo, forse troppo, ho continuato a pagarne le conseguenze. Hanno occupato i miei sogni e le mie fantasie la spogliarellista di Closer, la ribelle di V per Vendetta, la ballerina di Black Swan. Sarai sempre un angelo, ma ora è arrivato il momento di guardarsi altrove.

2 - Marion Cotillard - Parigi, 1975 +1
Una dea. Attrice immensa, vincitrice di un Oscar per La vie en rose, in cui riesce a imbruttirsi in modo considerevole. Come direbbe un caro amico, a different class. Amore autentico, duraturo, incancellabile. Tutti i suoi personaggi sono donne di forti passioni: Nemico pubblico, Inception, Midnight in Paris, Un sapore di ruggine e ossa. L'apoteosi è Due giorni, una notte dei Dardenne.

1 - Emily Blunt - Londra, 1983 NE
Wow. Pensavo che fosse soltanto brava. Poi ho visto Sicario. Poi ho visto Il ritorno di Mary Poppins. Poi mi sono chiesto quale altra attrice possiede la sua vis comica (The Five-Year Engagement), recita in film di fantascienza (Looper, Edge of Tomorrow) o dell'orrore (A Quiet Place), non importa, e riesce a farmi arrivare alla fine de La ragazza del treno. Poi l'ho guardata meglio e ho capito: Emily è il punto magico in cui bellezza e talento s'incontrano rendendo questo mondo un posto migliore.







giovedì 6 dicembre 2018

I Film del 2018 degli Amici e Lettori

Vittoria netta per Dogman di Matteo Garrone, che con 10 segnalazioni diventa il secondo film italiano a essere il più votato dai lettori del blog tre anni dopo Youth di Paolo Sorrentino, il grande sconfitto di quest'anno del derby più cinefilo d'Italia (Loro non ha ricevuto neppure un voto). Le scelte ricadono sempre di più su cineasti raffinati e d'autore: al secondo posto, a pari merito, troviamo Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson e Mektoub, My Love - Canto Uno di Abdel Kechiche, con 7 segnalazioni; al quarto, ecco l'ultimo Leone d'oro Roma di Alfonso Cuaron con 6 segnalazioni; al quinto coabitano il "caso" Sulla mia pelle di Alessio Cremonini e la Palma d'oro Un affare di famiglia di Hirokazu Koreeda, entrambi con 5 preferenze; seguono al settimo e all'ottavo posto due film americani molto poco convenzionali come Tonya di Craig Gillespie (4 voti) e Storia di un fantasma di David Lowery (3 voti). L'isola dei cani di Wes Anderson si ferma a 2 preferenze, mentre il fin troppo celebrato Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino riceve soltanto una segnalazione. Tra gli assenti, anche il vincitore dell'Oscar per miglior film La forma dell'acqua. 

Alvise Wollner
Il filo nascosto
A Star is Born
Un affare di famiglia

Andrea Sanarelli
Lazzaro felice
Mektoub, My Love - Canto Uno
Dogman

Antonio Morra
First Reformed
Il filo nascosto
Il sacrificio del cervo sacro

Arianna Montanari
Un sogno chiamato Florida
Tonya
Sulla mia pelle

Astrid Ardenti
Un affare di famiglia
Roma
Mektoub, My Love - Canto Uno

Carlo Galbiati
Storia di un fantasma
Tre volti
L'albero dei frutti selvatici

Carlos Menezes
Il filo nascosto
The Post
Roma

Claudio Balboni
Mission: Impossible - Fallout
John McEnroe - In the Realm of Perfection
Dogman

Davide Arata
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Dogman 
Widows - Eredità criminale

Davide Giordano
Mektoub, My Love - Canto Uno
Avengers: Infinity War
BlacKkKlansman

Fabio Beninati
Mektoub, My Love - Canto Uno
Un affare di famiglia
Sulla mia pelle

Gabriele Zaffarano
Roma
Dogman
Un affare di famiglia

Giovanni Dal Toso
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Dogman
Sulla mia pelle

Juxhin Myzyri
Tonya
Il filo nascosto
Mektoub, My Love - Canto Uno

Leonardo Strano
L'isola dei cani
Ready Player One
First Man

Linda Pola
Sulla mia pelle
Ella & John
Dogman

Lorenzo Gramatica
Dogman
Annientamento
The Disaster Artist

Luca Recordati
Mektoub, My Love - Canto Uno
The Post
BlacKkKlansman

Marco Dal Toso
Il giovane Karl Marx
Mektoub, My Love - Canto Uno
Sulla mia pelle

Marco Solé
Dogman
Tonya
Il filo nascosto

Marina Forte
Il filo nascosto
Roma 
Dogman

Massimiliano Gavinelli
The Disaster Artist
Tonya
Storia di un fantasma

Mattia De Gasperis
Il sacrificio del cervo sacro
Chiamami col tuo nome
Montparnasse femminile singolare

Mattia Pisano
L'isola dei cani
Il Grinch
Deadpool 2

Melis Rossi
A voce alta - La forza della parola
A Private War
Il filo nascosto

Rebecca Ricci
Lady Bird
Cold War
Hereditary - Le radici del male

Simone Carella
Dogman
Roma
Storia di un fantasma

Tommaso Santambrogio
Cold War
Roma
Un affare di famiglia

10 Dogman
7 Il filo nascosto, Mektoub, My Love - Canto Uno
6 Roma
5 Un affare di famiglia, Sulla mia pelle
4 Tonya
3 Storia di un fantasma
2 BlacKkKlansman, Cold War, The Disaster Artist, L'isola dei cani, The Post, Il sacrificio del cervo sacro, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
1 A Star is Born, Lazzaro felice, First Reformed, Un sogno chiamato Florida, Tre volti, L'albero dei frutti selvatici, Mission: Impossible - Fallout, John McEnroe - In the Realm of Perfection, Widows - Eredità criminale, Avengers: Infinity War, Ready Player One, First Man, Ella & John, Annientamento, Il giovane Karl Marx, Chiamami col tuo nome, Montparnasse femminile singolare, Il Grinch, Deadpool 2, A voce alta - La forza della parola, A Private War, Lady Bird, Hereditary - Le radici del male

I FILM DEGLI AMICI E LETTORI DE 'IL BELLO, IL BRUTTO E IL CATTIVO'
2011 - Melancholia - Lars von Trier
2012 - Moonrise Kingdom - Wes Anderson
2013 - Django Unchained - Quentin Tarantino
2014 - The Wolf of Wall Street - Martin Scorsese
2015 - Youth - Paolo Sorrentino
2016 - Io, Daniel Blake - Ken Loach
2017 - Manchester by the Sea - Kenneth Lonergan
2018 - Dogman - Matteo Garrone